2 giugno 2008 / 08:08 / tra 10 anni

Mediaset, governo decida su Europa 7 - Consiglio Stato

ROMA (Reuters) - Il governo deve pronunciarsi sulla richiesta dell‘emittente Centro Europa 7 di ottenere le frequenze per trasmettere, applicando la sentenza della Corte di giustizia europea del 31 gennaio scorso.

<p>Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri in una foto d'archivio. REUTERS/Remo Casilli (ITALY)</p>

Lo ha stabilito oggi il Consiglio di Stato respingendo il ricorso presentato da Rti, società del gruppo Mediaset, per l‘annullamento della sentenza del Tar del Lazio del 16 settembre 2004.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto “la persistenza del dovere del ministero di rideterminarsi motivatamente sull‘istanza di Centro Europa 7 tesa alla attribuzione delle frequenze di cui al decreto ministeriale 28 luglio 1999 anche in applicazione della sentenza della Corte di giustizia del 31 gennaio 2008”.

Europa 7 ha ottenuto nel 1999 una concessione analogica, ma non ha mai potuto trasmettere su scala nazionale perché le frequenze necessarie sono occupate da Rete 4, il terzo canale del gruppo Mediaset controllato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il 31 gennaio la Corte di giustizia europea, su ricorso del Consiglio di Stato, ha riconosciuto che il sistema di assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta il diritto comunitario poiché “non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”.

Il tribunale ha rigettato anche il ricorso in appello proposto da Centro Europa 7 per l‘annullamento di un‘altra parte della sentenza del Tar Lazio (ricorso con il quale si chiedeva un risarcimento all‘amministrazione pubblica), dichiarando l‘inammissibilità dell‘istanza. L‘esame di merito sulla richiesta di risarcimento è però rimandata a dopo la decisione che il governo prenderà sul caso.

Non si è fatta attendere la reazione del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, per il quale Europa 7 può al massimo aspirare ad un risarcimento, perché non esiste alcuna “ombra” sulla legittimità delle frequenze di Rete 4.

“Europa 7 non ha nessun diritto alle frequenze di Rete 4”, ha detto Confalonieri a margine di un incontro nell‘ambito del Festival dell‘Economia di Trento. “Casomai Europa 7 potrebbe - in un‘istruttoria che durerà da qui al 15 ottobre - avere diritto a un risarcimento la cui entità dovrà essere valutata dal Consiglio di Stato e dal ministero”.

Secondo il presidente di Mediaset, infatti, il Consiglio di Stato oggi ha solo ribadito la necessità di applicare la sentenza comunitaria, che non obbliga Rete 4 a restituire le frequenze.

“Non c’è nessuna ombra sulla legittimità delle frequenze di Rete 4”, ha detto Confalonieri.

Per ora il governo si limita ad incassare la sentenza della suprema corte amministrativa senza sbilanciarsi.

Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo economico di Forza Italia, aspetta le motivazioni delle sentenza per fare commenti.

“Mi sembra tutto molto complesso se non si conosce la sentenza. Martedì avremo le motivazioni e a quel punto capiremo cosa è stato detto. Mi sembra molto difficile francamente capire cosa ha stabilito il Consiglio di Stato sulla base di un comunicato stampa”, ha detto Romani interpellato da Reuters.

Dall‘opposizione si è fatto sentire Nello Formisano, parlamentare dell‘Italia dei Valori, secondo cui la sentenza di oggi dà ragione al suo partito nella battaglia contro l‘attuale assetto delle frequenze.

“La necessità di assegnare frequenze a Europa 7 è stata riaffermata oggi dal Consiglio di Stato in un giudizio contro Rete 4 di Mediaset”, ha detto in una nota.

-- ha collaborato Valentina Za

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