31 maggio 2008 / 08:40 / 9 anni fa

Italia, Draghi: economia debole, serve impegno di tutti

di Luca Trogni

<p>Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. REUTERS/Dario Pignatelli</p>

ROMA (Reuters) - L‘Italia deve tornare a crescere e in modo duraturo. Per questo occorre un‘azione di tutte le forze di cui dispone il paese.

Al governo, di cui si apprezza l‘intenzione di presentare entro giugno un piano triennale sulla finanza pubblica, si chiede di agire sulla spesa primaria e di creare un quadro di riferimento - dall‘efficienza della pubblica amministrazione alla qualità della scuola, dai tempi della giustizia all‘adeguamento delle infrastrutture - che aiuti a sciogliere, dopo più di 10 anni, il nodo della produttività.

E’ questo l‘invito che giunge dalle terze considerazini finali presentate stamane all‘assemblea di Bankitalia dal governatore, Mario Draghi.

Il punto di partenza tratteggiato da Bankitalia è problematico.

La fase di debolezza ciclica dell‘economia italiana, spiega il governatore, si protrarrà almeno per tutto l‘anno in corso. La spesa della famiglie è frenata dalla scarsa progressione del reddito disponibile e dal rialzo dei prezzi che negli ultimi mesi ha colpito soprattutto quelle a reddito più basso.

Ma nello stesso tempo il governo non può rinunciare ai suoi obiettivi di finanza pubblica, in primis la continuazione del percorso di riduzione del rapporto debito/pil e il pareggio di bilancio nel 2011.

OK A PIANO TRIENNALE ENTRO GIUGNO

In questo quadro complesso Draghi spinge il governo a prendere misure su base pluriennale, plaudendo all‘intenzione “di definire in tempi brevi l‘insieme degli interventi da attuare nel prossimo triennio” perchè “può rendere più organica l‘azione di bilancio e facilitare il raggiungimento del pareggio nel 2011”.

Il governatore, che non si esprime sull‘abolizione dell‘Ici, approva anche esplicitamente la scelta di detassare gli straordinari e il recente accordo tra governo e Abi sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile.

“L‘alleggerimento del prelievo sulle parti delle retribuzioni più connesse con la produttività può avere su questa riflessi positivi consentendo un migliore utilizzo degli impianti e incentivando la contrattazione salariale a premiare gli aumenti di efficienza” scrive.

In materia di sostegno a una domanda interna molto modesta l‘appoggio di Bankitalia è “alla definizione di un percorso pluriennale di riduzione di alcune importanti aliquote d‘imposta” che “migliorerebbe le aspettative di famiglie e imprese” con la concentrazione degli sgravi fiscali “laddove possono dare maggiore sostegno alla crescita, riducendo le distorsioni dell‘attività economica”.

Tenendo conto che, per conseguire il target del pareggio di bilancio al 2011 confermato dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, occorre, di fronte a un calo della pressione fiscale dal 43,3 al 40%, ridurre la spesa primaria corrente dell‘1% annuo.

Sulla maggiore voce di spesa, quella previdenziale, Bankitalia ritiene necessario nel medio-lungo termine un nuovo aumento dell‘età media di pensionamento, accompagnato da un convinto sviluppo della previdenza complementare.

Gli spazi per contenere le uscite nell‘ambito della pubblica ammimistrazione non mancano, ricorda il governatore, a ridosso della presentazione del piano per la PA del governo che prevede di liberare risorse per 40 miliardi di euro in 3/5 anni.

“Possono concorrervi iniziative per razionalizzare la presenza delle amministrazioni statali sul territorio, responsabilizzare i dirigenti e introdurre sistemi di valutazione volti a premiare i dipendenti piùù meritevoli” afferma Bankitalia.

Draghi chiede poi, ancora una volta, “di portare la scuola e l‘università all‘altezza di un Paese avanzato; di adeguare le infrastrutture; di assicurare nei fatti la certezza e l‘efficacia del diritto, semplificando il quadro legislativo e facendo funzionare la macchina della giustizia; di garantire ovunque legalità e sicurezza”.

L‘Italia, spiega il governatore nelle ultime righe del suo intervento, “ha una storia a testimoniare che non c’è niente di ineluttabile nella crisi di crescita che da anni lo paralizza”. Ma a patto di non infrangersi “nell‘urto con gli interessi costituiti che negli ultimi anni hanno scritto il nostro impoverimento”.

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