29 maggio 2008 / 10:34 / tra 10 anni

Fisco, da controlli incassi per 6,37 miliardi nel 2007

ROMA (Reuters) - L‘attività di controllo dell‘Agenzia delle entrate ha consentito allo Stato di incassare nel 2007 6,37 miliardi di euro (+46%) e nei primi quattro mesi del 2008 800 milioni (+24%).

<p>Un uomo gioca con delle monete. REUTERS/Darren Staples (BRITAIN)</p>

Poco più della metà degli incassi 2007, spiega una nota dell‘Agenzia, arrivano da versamenti diretti (+22%) e gli altri 3,15 mld da ruoli (+82%).

Nello scorso anno l‘evasione accertata ammonta a 14,5 miliardi di euro contro i 13,1 del 2006, il numero degli accertamenti cresce del 17,7% (+ 74.514) rispetto all‘anno precedente, mentre gli accertamenti chiusi con adesione e acquiescenza crescono del 47% per una maggiore imposta pari a 927 milioni di euro contro i 648 del 2006.

Spiccano tra i controli quelli relativi ai soggetti di grandi dimensioni, cioè con volume d‘affari superiore a 25,8 milioni di euro, nei confronti dei quali sono stati eseguiti oltre mille controlli(+ 75,5% rispetto al 2006), con una crescita del maggiore imponibile contestato nell‘ambito delle imposte dirette, che è passato da 1 a 4,3 miliardi di euro (+314%).

Impennata anche sul versante Irap, dove il maggiore imponibile passa da 776 milioni a 2,5 miliardi, segnando un incremento del 222%.

Nel campo della compravendita e intermediazione immobiliare, la maggiore imposta accertata cresce del 217% e quella definita del 93%.

Per gli accertamenti tramite indagini finanziarie, il numero è passato da 1.875 nel 2006 a 5.135 nel 2007, con un incremento del 174%. Di questi, gli accertamenti con esito positivo sono stati 4.738 (+185%) con una crescita della maggiore imposta accertata pari al 124%.

Nel complesso il numero degli accertamenti è passato da 419.924 a 494.438 con una maggior imposta accertata pari a 14,5 miliardi di euro (erano 13,1 nel 2006).

Nel 2007 sono stati effettuati 10.630 accertamenti nei confronti di contribuenti che dichiaravano un risultato negativo con un recupero di circa 3 miliardi di perdite.

In controtendenza invece il dato relativo alla maggiore imposta constatata Iva, che scende da 1,8 miliardi di euro a 541 milioni, con una flessione percentuale del 76,8%.

L‘Agenzia precisa che il dato non tiene conto di un‘operazione a seguito della quale sono stati verbalizzati oltre 31,4 miliardi di credito Iva non spettante e 157,2 miliardi di fatture inesistenti.

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