29 maggio 2008 / 14:55 / 9 anni fa

Italia, analisti divisi su Pil 2008, maggiori rischi al ribasso

MILANO (Reuters) - Non deve infondere facili speranze il dato superiore alle attese del Pil italiano nel primo trimestre, con la crescita economica nel 2008 che nella migliore delle ipotesi si confermerà in linea con le attese.

Questo l‘avvertimento lanciato da alcuni analisti interpellati da Reuters, secondo i quali, anche alla luce della revisione dei dati trimestrali 2007, calcolati adottando il nuovo criterio di valutazione Istat, sussistono rischi verso il basso sull‘economia italiana.

Secondo gli economisti, infatti, la crescita nel primo trimestre di 0,4% rappresenta un fuoco di paglia che lascerà il posto alla stagnazione nella seconda parte dell‘anno.

“C’è un trend negativo che proiettiamo nella seconda parte dell‘anno”, dice Luigi Speranza di Bnp Paribas, che per l‘anno in corso vede una crescita dello 0,1%, stima che coincide con quella di tre mesi fa.

Dopo il dato del primo trimestre e l‘analisi delle revisioni effettuate da Istat con l‘applicazione della nuova metodologia, scendono invece allo 0,2% (da 0,4%) e allo 0,4% (da 0,5%) le previsioni rispettivamente di Unicredit e JP Morgan, mentre gli economisti di Ing lavorano a una revisione al ribasso.

“Pensiamo che la crescita si stabilizzi su un tasso di crescita poco superiore allo zero nei prossimi due trimestri”, dice Silvia Pepino di JP Morgan.

A fronte dell‘impennata dei prezzi del greggio, della persistente forza dell‘euro e del raffreddamento della domanda interna ed esterna, Unicredit si aspetta che la crescita si mantenga sostanzialmente piatta anche nella seconda parte dell‘anno.

Ma l‘istituto imputa il taglio sul Pil 2008 anche alla nuova serie Istat, che ha portato a rivedere al ribasso il profilo del Pil trimestrale del 2007, riducendo la media annuale per l‘anno scorso a 1,4% dall‘1,6% precedente. Questo ha contribuito ad abbassare il dato tendenziale del primo trimestre 2008 a 0,2% dallo 0,5% su cui scommetteva l‘istituto.

La nuova serie Istat mostra per il 2007 una dinamica fiacca della domanda interna, si legge in una nota Unicredit. Il grosso della revisione è ascrivibile al calo degli investimenti - con le spese in attrezzature e macchinari che sono virate in rosso - e, anche se in misura minore, ai consumi delle famiglie rispetto al profilo pre-revisione.

Da parte sua Merrill Lynch riferisce di aver rivisto le stime già prima che uscisse il Pil flash nel primo trimestre e “per ora questo rimane il nostro scenario centrale”, dice Daniele Antonucci, aggiungendo che “stando alla stima flash l‘economia si sta dimostrando in linea con le nostre aspettative”. “Il profilo del primo trimestre mi pare ragionevole alla luce delle modifiche Istat”.

Sul 2008 la banca ha un outlook di +0,5%, che si confronta con il +1,1% stimato a febbraio.

INFLAZIONE E CREDIT CRUNCH SPAURACCHI IN AGGUATO

Strette nella forbice di inflazione e stretta creditizia, le spese al consumo sono attese in contrazione, un trend che ineludibilmente finirà per frenare la crescita.

“Lo shock sui tassi causato dalla crisi creditizia ha colpito le spese al consumo e l‘inflazione è l‘altro importante elemento che ci preoccupa”, commenta Speranza.

Sullo sfondo un quadro mondiale cupo, destinato a peggiorarare e incidere negativamente sulle esportazioni.

Nel primo trimestre l‘economia italiana ha mostrato una ripresa pià consistente delle attese, con un rialzo congiunturale dello 0,4%. Il dato si confronta con il +0,2% del consensus Reuters. Ma nel quarto trimestre 2007 il prodotto è risultato in calo dello 0,4%.

Sul dato tendenziale hanno pesato le revisioni della serie da parte dell‘Istat, con il Pil che mostra una crescita dello 0,2%,.

Con la nuova serie Istat del Pil, il secondo trimestre 2007 è statto corretto al ribasso a piatto da +0,1%, il terzo a +0,2% da 0,4%, contribuendo ad abbassare il dato anno su anno del primo trimestre a solo 0,2% da un consensus Reuters di 0,4%, basato sui vecchi dati.

Sul 2008 il Fondo monetario internazionale ha una previsione di 0,3%, mentre Giulio Tremonti, ministro dell‘Economia ha parlato di “una crescita intorno allo zero”.

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