27 maggio 2008 / 17:44 / 10 anni fa

Mutui, impegno Tremonti per abolire costi portabilità

ROMA (Reuters) - Il governo intende impegnarsi per abolire i costi notarili di rinegoziazione ed i costi sulla portabilità dei mutui, così come richiesto e sottolineato questa mattina dall‘Antitrust.

<p>Giulio Tremonti in una foto d'archivio. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Lo ha detto il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, illustrando l‘accordo sui mutui con l‘Abi che entra nel decreto legge fiscale approvato la settimana scorsa e di prossima pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

“Siamo a favore della portabilità dei mutui. Sarà cura del governo che non ci siano costi notarili di rinegoziazione, i costi siano azzerati e la portabilità sia gratuita”, ha detto Tremonti.

Sulle modalità con cui raggiungere questo obiettivo il ministro ha detto di essere favorevole ad una norma che estenda anche ai beni immobiliari la possibilità per il funzionario di banca di certificare la girata. L‘alternativa sarebbe chiedere ai notai un intervento a costo zero. Tremonti ha tuttavia avvertito che si tratta di una materia controversa.

“Quello della gratuità o no delle operazioni di portabilità e rinegoziazione è un tema grigio: c’è chi dice che sono gratuite, chi ritiene serva l‘intervento del notaio. E’ possibile fare una norma per superare questa criticità”, ha detto il ministro.

Con la convenzione Abi-ministero dell‘Economia illustrata oggi tutti coloro che hanno acceso un mutuo a tasso variabile per l‘acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell‘abitazione principale, hanno anche la possibilità di chiedere alle banche, l‘applicazione di una rata fissa, pari a quella sostenuta nel 2006, anno che rappresenta la media dei tassi 1999-2005, prima quindi dei rialzi della Bce.

FAISSOLA: NESSUNA RESISTENZA IN ABI

Alle obiezioni dell‘Antitrust, preoccupato per una alterazione della concorrenza tra gli istituti di credito, il presidente dell‘Abi Corrado Faissola ha assicurato che la convenzione rappresenta solo “un ombrello che si vuole dare alla generalità dei clienti”.

Alla domanda se all‘interno dell‘Associazione si siano registrate resistenze all‘accordo da parte dei gruppi che già avevano iniziato una politica di rinegoziazione dei mutui a tassi variabili Faissola ha risposto: “No, perché le banche che avevano già iniziato possono continuare a farle a condizioni migliori”.

La convenzione interesserà le rate in scadenza dopo il primo gennaio 2009. La differenza tra l‘importo della rata dovuta secondo il piano originario di ammortamento e quello risultante dall‘atto di rinegoziazione è addebitato su un conto di finanziamento al tasso che si ottiene in base all‘Irs a 10 anni, alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50. Nessun costo per i clienti è previsto per la tenuta di questo conto.

“E’ un po’ di respiro, le banche non fanno regali, né miracoli”, ha precisato Tremonti. “Ma è civile dare la possibilità di allineare a uno stipendio fisso, una rata fissa. Se i tassi di interesse salgono la vita del mutuo si allunga. Se scendono hai diritto al rimborso”.

Una ipotesi di lavoro è quella di consentire la deducibilità la rata che si sarebbe potuta dedurre prima “in modo di avere anche il beneficio della deduzione fiscale”, ha spiegato il ministro.

Tremonti ha espresso il proprio impegno a far sì che anche i morosi fino a sei mesi abbiano la possibilità di accedere a questo contratto che obbliga tutte le banche che aderiscono alla convenzione tra Abi e ministero dell‘Economia.

Sembra remota tuttavia l‘ipotesi che alcuni istituti di credito possano esimersi. Anche oggi Tremonti ha confermato di avere allo studio inasprimenti fiscali per il settore.

“Le banche hanno aderito all‘invito del ministro avendo presente che la situazione delle famiglie è mutata a seguito di eventi esterni. Tutto deve avvenire con gratuità”, ha detto il presidente dell‘Abi Corrado Faissola.

“Con l‘abolizione dell‘Ici sulla prima casa e questo sforzo non piccolo il governo dà il primo segnale importante per il rilancio dei consumi”.

Il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, ha chiesto a banche e governo di vigilare perchè sulle rate da pagare non ci siano problemi di anatocismo sul debito finale, mentre il segretario dell‘Adiconsum, Paolo Landi ha ricordato che si tratta comunque di un accordo oneroso per i consumatori che è bene evitare se possibile.

“Su 100.000 euro la rata di riferimento del 2006 significa un risparmio di circa 100 euro al mese che a fine anno comporta un finanziamento di 1.200 euro a cui viene applicato un interesse”, ha spiegato Landi.

Adiconsum chiede un aiuto anche per le famiglie che sono in procedura esecutiva attivando il Fondo da 20 milioni di euro già previsto nella Finanziaria 2007 per le famiglie più in difficoltà.

Tremonti ha detto di essere d‘accordo e ha rilanciato “Se oltre ai 20 milioni ci sono altri contributi da parte delle banche...”

Faissola si è limitato ad alzare la braccia.

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