2 settembre 2008 / 10:23 / 9 anni fa

Ocse, Europa frena oltre attese, inflazione peggiore che in Usa

PARIGI (Reuters) - L‘economia europea sta rallentando più del previsto, ma il trend dei prezzi è più preoccupante nella zona euro che negli Stati Uniti.

<p>Una bandiera Ue. REUTERS PICTURE</p>

E’ quanto emerge dalle previsioni dell‘Ocse pubblicate oggi contestualmente ad un‘intervista di Jorgen Elmeskov, capo economista dell‘organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Nell‘intervista a Reuters, l‘economista ha difeso la politica restrittiva della Banca centrale europea, affermando che una frenata dell‘economia potrebbe essere l‘unico modo per l‘istituto di assicurare una maggiore stabilità dei prezzi.

“La Bce si è confrontata con una continua tendenza alla salita dell‘inflazione, non semplicemente con qualche cosa che si è manifestato negli ultimi cinque sei mesi con i picchi del petrolio”, ha detto Elmeskov.

Secondo l‘economista, la tendenza al rialzo dei prezzi è partita, in Europa, già nel 2005, mentre il fenomeno inflativo statunitense è più recente, quindi, meno preoccupante.

“In qualche modo si può dire che, con un mandato per preservare la stabilità dei prezzi, che cosa puoi fare come banca centrale? Devi accettare un certo grado di debolezza dell‘economia per riportare l‘inflazione ai livelli che definisci come stabilità dei prezzi”.

L‘Ocse ha ridimensionato oggi le stime di crescita annuale della zona euro all‘1,3% dal precedente 1,7%. L‘economia della Gran Bretagna - vista in contrazione sia nel terzo che nel quarto trimestre - risulta più vicina alla recessione rispetto agli altri paesi della regione. Il Pil della Germania è infatti stimato a zero e +0,1% nel terzo e quarto trimestre, quello francese dovrebbe aumentare dello 0,2% e dello 0,6% e l‘economia italiana è attesa in crescita rispettivamente dello zero e dello 0,6%. I dati congiunturali sono tutti annualizzati.

Le economie del Gruppo dei Sette paesi maggiormente industrializzati (G7) nel loro complesso dovrebbero invece espandersi dell‘1,4% nel 2008, una stima invariata rispetto alla proiezione fornita a giugno. Mentre la previsione per il Pil Usa è stata corretta al rialzo a 1,8% da 1,2%.

Il tasso annuale di inflazione nella zona euro ha toccato un record del 4% a luglio prima di scendere al 3,8% in agosto insieme al ridimensionamento delle quotazioni mondiali del petrolio. L‘obiettivo di medio termine della Bce è tuttavia di un‘inflazione sotto il 2%.

Giovedì il Consiglio della Banca centrale europa si riunisce per decidere sui tassi di interesse della zona euro.

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