27 aprile 2008 / 07:37 / 10 anni fa

Alitalia, Dl: rimborso dopo 30 giorni privatizzazione, max 31/12

ROMA (Reuters) - Alitalia dovrà cedere il prestito ponte da 300 milioni deliberato dal governo per salvare al compagnia aerea dal commissariamento, 30 giorni dopo che sarà ceduta la quota del 49,9% della compagnia in mano al Tesoro o, al più, tardi entro il 31 dicembre del 2008.

<p>Aerei Alitalia in fase di decollo. REUTERS PICTURE</p>

Lo prevede il decreto legge firmato dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, che contiene anche le indicazioni per il calcolo degli interessi che la compagnia aerea dovrà corrispondere sul finanziamento d‘urgenza senza incappare nella legislazione Ue.

Per giudicare se un intervento corrisponda alle condizioni di mercato, e quindi non costituisca aiuto di stato, la Ue ha fissato i criteri per individuare i limiti sotto i quali un finanzimento si trasforma in un sostegno indebito.

Per Alitalia i tassi saranno diversi a seconda dei periodi. Fino al 30 giugno si applicherà la normativa Ue in vigore. Dal primo luglio i tassi saranno calcolati in base alla nuova normativa decisa dalla Ue a partire dalla seconda metà del 2008.

Fino alla fine di giugno Alitalia dovrà pagare un tasso base indicato dalla Ue - calcolato sulla base della media dei tassi swap interbancari a cinque anni per i mesi di settembre, ottobre e novembre dell‘anno precedente - aumentato di 75 punti base.

I dati dell‘Unione indicano che il tasso base per Alitalia sarà del 5,19%. Il tasso d‘interesse è applicato “secondo il regime dell‘interesse composto”.

Il regolamento però dice che “in casi debitamente giustificati la Commissione può aumentare il tasso di più di 75 punti base per uno o più Stati membri”.

Variazioni sono possibili se il movimento dei tassi comporta variazioni superiori al 15% rispetto al tasso calcolato dalla Ue.

Dal luglio, Alitalia, dovrà pagare una tasso base pari all‘Ibor a 1 anno. Ma a questo potrà essere aggiunto uno spread compreso fra i 400 e i 1.000 punti base.

La nuova normativa prevede infatti uno spread differenziato a seconda della qualtà del rating delle aziende e della garanzie che il debitore può offrire in termini di rivalsa sugli asset aziendali..

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