24 giugno 2008 / 14:36 / tra 9 anni

Privatizzazioni: subito Fincantieri e Tirrenia, poi Poste e Sace

ROMA (Reuters) - Il governo non ha intenzione di cedere ulteriori quote in Eni, Enel e Finmeccanica, mentre conferma la volontà di andare avanti con la cessione di Alitalia e annuncia a breve la privatizzazione di Fincantieri e Tirrenia. Nei prossimi anni si aprirà anche la strada del mercato per Poste e Sace, se ci saRanno le condizioni.

<p>Un ufficio postale nel centro di Roma (foto d'archivio). REUTERS/Dario Pignatelli</p>

E’ quanto si legge in un riquadro del Dpef 2009-2013 pubblicato oggi pomeriggio dal Tesoro.

Per quanto riguarda Eni, Enel e Finmeccanica (dove il Tesoro ha una quota intorno al 30%) “eventuali ulteriori cessioni di pacchetti azionari - che avrebbero l‘indubbio beneficio di generare consistenti introiti in tempi relativamente brevi - esporrebbero il Paese al rischio di una perdita del controllo su aziende tra i principali attori a livello internazionale, operanti in settori strategici quali l‘energia elettrica e il gas e il militare/alta tecnologia”.

Quanto alle altre società direttamente controllate dallo Stato, “in primo luogo l‘impegno del governo è quello di completare la privatizzazione di Alitalia. I recenti decreti emanati vanno in questa direzione e l‘auspicio è quello di completare il percorso di privatizzazione entro i prossimi mesi”.

“Nel corso dei prossimi anni, al verificarsi di determinate condizioni, [...] potrebbero essere realizzate operazioni aventi ad oggetto Poste italiane e Istituto poligrafico e Zecca dello stato-IPZS. Non è da escludere inoltre, anche a esito dell‘analisi di posizionamento sul mercato di Sace condotta con il supporto di una primaria istituzione finanziaria che anche per tale società si possa individuare un percorso che preveda - direttamente o indirettamente - un rilevante intervento da parte di soggetti privati”.

Sulle società indirettamente controllate “si conferma la volontà del governo di procedere in tempi brevi ad attivare le procedure di parziale o totale disimpegno dal capitale di due importanti aziende pubbliche: Fincantieri e Tirrenia”.

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