23 aprile 2008 / 16:48 / 9 anni fa

Marcegaglia: nuovo governo non ha alibi per riforme

di Francesca Piscioneri

<p>Il leader della Lega Nord Umberto Bossi (a sinistra), il premier 'in pectore' Silvio Berlusconi (al centro) e il numero due del Pdl Gianfranco Fini (a destra), in una foto d'archivio. REUTERS/Tony Gentile</p>

ROMA (Reuters) - Il nuovo governo di centrodestra non avrà alibi per la realizzazione delle riforme dopo il voto che ha espresso una maggioranza chiara portando ad una semplificazione del sistema e alla estromissione dal Parlamento della sinistra radicale.

Lo ha detto il presidente designato di Confindustria, Emma Marcegaglia, annunciando a breve un incontro con il presidente del Consiglio in pectore, Silvio Berlusconi.

“Ho dato un giudizio positivo sull‘esito delle elezioni che hanno portato alla uscita dal Parlamento della sinistra radicale. Il quadro politico è semplificato e c’è una discontinuità incredibile. Oggi non ci sono più alibi per fare le riforme e già nei prossimi giorni incontreremo Berlusconi”, ha detto la Marcegaglia nel corso della conferenza stampa al termine della Giunta di Confindustria che oggi ha dato via libera alla sua squadra e al suo programma con 103 voti favorevoli e 2 contrari.

“La sinistra radicale è fuori dal Parlamento e con essa è fuori dal Parlamento l‘interdizione eletta a sistema, che ha contribuito all‘arretramento del nostro Paese”, ha aggiunto l‘imprenditrice alla sua prima conferenza stampa ufficiale come presidente designato di Confindustria, e prima donna che ricoprirà l‘incarico dopo l‘assemblea ristretta del 21 maggio nella quale ci sarà il passaggio di testimone da parte del presidente uscente, Luca Cordero di Montezemolo.

Quanto invece alla brillante performance della Lega alle elezioni del 13 e 14 aprile, la Marcegaglia ha detto: “Non credo che il successo della Lega sia una reazione solo protezionista. Penso però che risponda anche alla necessità di larghe fasce sociali di rivendicare una questione di territorialità”.

La Marcegaglia ha sottolineato la difficoltà della attuale congiuntura economica anche a fronte della perdita di competitività e di un calo di 11 punti di Pil negli ultimi dieci anni: “Questo non significa che siamo condannati ad una bassa crescita, ma per tornare alla crescita servono scelte precise e chiare” da parte del governo. La prima condizione per vincere la sfida della crescita è però, secondo la Marcegaglia, “la modernizzazione delle relazioni sindacali e delle regole del mercato del lavoro che sono un freno all‘incremento della produttività”.

E sul rapporto fra Confindustria e sindacati, inasprito dalle recenti dichiarazioni di Montezemolo, la Marcegaglia si augura collaborazione per realizzare la riforma contrattuale ma dice no ai veti: “Sul rapporto con il sindacato voglio sottolineare che il problema dei veti, del fatto che in questi quattro anni, non per colpa nostra, non si siano fatti passi avanti sulla riforma contrattuale è un dato di fatto”, ha detto. “Tuttavia crediamo nel ruolo del sindacato. Gli chiederemo di sedersi al tavolo e fare un accordo con noi. Se diranno no, ci troveremo di nuovo di fronte a situazioni di immobilismo e questo creerà grossi problemi”.

“Oggi diciamo: lavoriamo seriamente insieme per risolvere il problema di salari e produttività. E’ necessario assolutamente fare questa riforma”, ha aggiunto.

Alla politica, la Marcegaglia chiede uno stato migliore che superi “la debolezza delle nostre istituzioni che è il problema dei problemi” e pensi ad una modifica del sistema elettorale che l‘esito, pur netto, del voto non rende meno utile.

Poi l‘attuazione di “un vero federalismo fiscale” e riforme organiche sulla tassazione: “Negli ultimi mesi abbiamo sentito in questo campo le proposte più diverse: dalla detassazione degli straordinari, al rafforzamento del credito d‘imposta in alcune aree del Paese, alle proposte relative all‘Irap e all‘Ires e alla tassazione delle rendite finanziarie. Sono proposte slegate fra loro”, lamenta l‘imprenditrice dell‘acciaio. Ricerca e ambiente non devono essere dimenticati.

In particolare sull‘energia, la Marcegaglia - che nel quadriennio di Montezemolo è stata vicepresidente proprio con delega all‘energia - contesta l‘abbandono del nucleare, auspicandone un ritorno, combinato insieme con l‘investimento in energie rinnovabili.

Se la politica deve fare la sua parte, anche le imprese devono cambiare facendo sistema per essere più competitive e vincendo “la sfida della legalità, rifiutando ogni contatto con i sistemi criminali”.

Infine, stringendo il campo su Confindustria come associazione, la Marcegaglia invita a rifiutare una cultura corporativa, a non “accettare per noi stessi piccoli benefici di corto respiro, in cambio di sacrifici che ricadono sul resto del sistema, sugli altri, sulla spesa pubblica”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below