24 aprile 2008 / 10:24 / tra 9 anni

Titoli Stato, calo volumi su piattaforme,torna il broker

di Andrea Le Pera

MILANO (Reuters) - Il mercato italiano dei titoli di Stato ha registrato a marzo una netta contrazione dei volumi sulle piattaforme più utilizzate nel trading, favorendo un recupero dell‘over-the-counter e di conseguenza maggiori margini per gli intermediari.

Secondo diversi operatori e specialist la riduzione degli scambi riguarderebbe in misura maggiore Mts, la società mercato leader in Europa per il trading sui titoli di Stato, che in questa fase sconta la preferenza dei player per trading meno visibili a tutti.

“Dall‘inizio dell‘anno possiamo dire che se Mts ha dimezzato i volumi, la riduzione per altre piattaforme come TradeWeb o Bloomberg ha pesato tra il 25% e il 35% del totale” dice uno specialist. Un secondo operatore conferma la stima, sottolineando l‘assenza di dati ufficiali per le ultime due piattaforme e la necessità di ricavarne l‘andamento dalle impressioni scambiate con gli altri colleghi.

In marzo i volumi giornalieri sul mercato cash di Mts sono crollati a poco più di 65 miliardi di euro dai 143 miliardi di febbraio, i 196 di gennaio e 105 di dicembre. Nel marzo 2007 i volumi avevano superato i 155,5 miliardi di euro.

“E’ stato registrato un rallentamento di attività cash tra intermediari finanziari, ma si tratta di un andamento generale dell‘intero comparto dei titoli di Stato scambiati in quel settore. Infatti, a quanto pare, la quota Mts rispetto all‘intero settore cash interdealer sembra essere rimasta stabile” dice Ciro Pietroluongo, presidente del consiglio di gestione della società.

Pietroluongo, inoltre, sottolinea che considerando sia il mercato cash sia quello del repo, su cui Mts nota un incremento dei volumi a un livello di 80 miliardi giornalieri, il livello del trading si conferma sui valori precedenti.

“Il mercato BondVision e l‘intero segmento con clientela istituzionale, poi, non hanno registrato alcun calo” aggiunge.

TENSIONE MERCATI ALLARGA RANGE BID/ASK E RIDUCE SCAMBI

Gli operatori individuano nell‘allargamento degli spread tra bid e ask l‘origine della contrazione dei volumi sul cash.

“Dopo la crisi sui mercati i titoli italiani hanno subito un netto ampliamento del differenziale tra domanda e offerta. Se un Bot a un anno prima aveva un range di 2-3 millesimi, ora è di 2-3 centesimi” dice un trader. “Con i prezzi sugli schermi così larghi la gente è meno disposta a intervenire”.

Uno specialist spiega che nel corso di una riunione con Mts non sono stati individuati correttivi perché “il rapporto di forze (tra Mts e specialist) è un po’ cambiato, un conto è sanzionare tre market maker che forzano la mano, un altro è ritrovarsi tutto il mercato su un‘altra posizione”. Ovvero, bid/ask più larghi rispetto agli impegni previsti in passato da Mts.

Pietroluongo sottolinea piuttosto la flessibilità mostrata dalla società-mercato di fronte alle turbolenze finanziarie in atto. “In Italia abbiamo preso atto della situazione e adeguato gli impegni parametrici alla realtà del mercato, ampliandoli”.

Secondo il manager, i nuovi range definiti in accordo con i primary dealer “non sono così diversi da quelli originali” e uno spread di 12 centesimi tra denaro e lettera - poco più di un punto base in termini di rendimento - su un decennale Btp rientra nella norma.

“Lo spread denaro/lettera è il primo ammortizzatore delle tensioni del mercato. Questo è il suo ruolo naturale ed è giusto che si manifesti così in un mercato trasparente ed efficiente come Mts” spiega.

TRADER ATTIRATI DA MAGGIORI MARGINI INTERMEDIAZIONE

La riduzione dei volumi sulle piattaforme porterà secondo diversi trader conseguenze di lungo periodo.

“Più il tempo passa e più si cristallizza una situazione da ‘mondo nuovo’” dice un addetto ai lavori. “Resteranno abbastanza liquidi i titoli benchmark. Per tutto il resto stiamo tornando ai broker”.

Il riaccendersi dell‘interesse per le contrattazioni telefoniche e le cosiddette ‘bid to see’, che personalizzano il rapporto con la clientela, porta però a un aumento dei costi.

“E’ inutile nascondersi, in questo modo il ritorno per gli intermediari è evidente” dice un altro operatore. “Prima era l‘eccesso in senso opposto, ora con la scusa dello shock si torna a fare prezzo per telefono e i margini salgono”.

Da Mts viene ribadito lo spostamento dell‘attenzione dal mercato cash al pronti contro termine, un fenomeno causato dalla scarsità di liquidità degli istituti finanziari.

“Oggi c’è un diverso approccio al mercato nel comparto ‘interdealer’. Con il diminuire della liquidità complessiva destinata al mercato dal sistema bancario, tra gli intermediari finanziari c’è infatti maggiore attenzione nel gestire questi asset” dice Pietroluongo a proposito dei titoli di Stato.

“Il repo, invece, stante le sue caratteristiche di canale di finanziamento delle posizioni e di impiego temporaneo di liquidità, continua a esprimersi su volumi enormi, a testimonianza che in Mts permane un elevatissimo grado di liquidità, spostato dal cash a diversi segmenti operativi” aggiunge. “Si preferisce in sostanza fare operazioni a uno o due giorni piuttosto che una vendita definitiva”.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below