22 maggio 2008 / 11:35 / 9 anni fa

Confindustria, alla prima di Emma torna "spirito Parma"

<p>Immagine d'archivio di Emma Marcegaglia, tratta dal sito di Confindustria. REUTERS/HO</p>

di Paolo Biondi

ROMA (Reuters) - Era attesa come la prima volta di Emma Marcegaglia per verificare se cambiava qualcosa nel dopo Montezemolo in Confindustria.

Ma la scena alla signora d‘acciaio è stata rubata dall‘onnivoro Silvio Berlusconi che, a sorpresa (ma non tanto, era già successo altre volte negli ultimi anni), è salito sul palco dell‘assemblea annuale degli industriali prima dei saluti finali ed ha rilanciato ad Emma: “Il tuo programma è il nostro programma”, riecheggiando le famose parole pronunciate dal Cavaliere nella primavera del 2001 al convegno di Parma quando, alla vigilia delle elezioni politiche del 2001, disse all‘allora presidente Antonio D‘Amato: “Il vostro programma è il nostro programma”.

L‘intervento della Marcegaglia si era concluso con una apertura non da poco al nuovo governo: “Tutti noi siamo chiamati ad una grande sfida. C’è uno scenario nuovo ed irripetibile. Abbiamo la possibilità di far rinascere il Paese”. Una “possibilità” che è sembrata qualcosa di più di una semplice apertura di credito al nuovo governo.

Da questa mattina si ha l‘impressione di un clima nuovo nel Paese e la responsabilità di sfruttare le potenzialità di questo clima cade sul nuovo governo.

L‘uno-due rappresentato dal balzo, al di là di ogni aspettativa, del clima di fiducia dei consumatori (che giunge al massimo dell‘anno a 103,2 ben sopra il consensus che si fermava ad un risicato 99,3) certificato questa mattina dall‘Isae e dall‘apertura della Marcegaglia e della sua nuova Confindustria (impensabile con la ben più critica presidenza di Montezemolo) danno al governo una spinta ad agire per superare una congiuntura economica sfavorevole, ma che potrebbe essere giunta al punto di svolta.

Il discorso della Marcegaglia è stato del resto tutto in questa direzione: preoccupato per la congiuntura internazionale, ma cosciente che l‘Italia è rimasta fuori dalle crisi finanziarie con le sue banche, anzi, in grado ora di essere il volano della ripresa economica; una globalizzazione che segna i suoi limiti con l‘Unione europea che può però “ritrovare leadership a livello internazionale per guidare i cambiamenti e le sfide in maniera condivisa”.

Per il resto, l‘intervento della donna d‘acciaio (come viene chiamata con riferimento al settore industriale della sua famiglia) è stato contrappuntato da una serie di slogan che sembrano tante pietre miliari del suo programma alla guida degli industriali: “vi è una grave sottocapitalizzazione del Paese”, con i sindacati “possiamo chiudere la stagione dell‘antagonismo”, l‘Italia “con rammarico non è un Paese per giovani”. Fino ai quattro punti finali: sicurezza sul lavoro, investimenti per ricerca e innovazione, occhio ai cambiamenti climatici ma incrementando la “nostra sicurezza energetica” sfruttando anche il nucleare, pieno rispetto delle regole.

In effetti sembra un vero e proprio programma di governo, più che richieste degli imprenditori al mondo della politica.

Se per l‘Italia può aprirsi una stagione che vede la ripresa economica dopo la crisi degli ultimi mesi, c’è anche da scommettere in un nuovo ruolo della Confindustria per stimolare il governo a sfruttare una occasione che oggi pare dorata.

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