22 maggio 2008 / 09:54 / 9 anni fa

Governo, entro 2013 avvio costruzione centrali nucleari

di Giselda Vagnoni

<p>Claudio Scajola in una foto d'archivio. REUTERS/Andrew Wong ASW/PB</p>

ROMA (Reuters) - Il nuovo governo di Silvio Berlusconi intende iniziare a costruire in Italia, entro il 2013, centrali nucleari di nuova generazione per superare la dipendenza della penisola da gas e petrolio.

“Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione”, ha detto all‘Assemblea della Confindustria il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola.

“Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell‘ambiente. Dobbiamo perciò ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi”, ha aggiunto.

L‘Italia, che ha bandito le centrali dal territorio nazionale con un referendum del 1987, copre oltre l‘80% del suo fabbisogno energetico con importazioni di petrolio e gas.

“La bolletta energetica italiana pesa per 60 miliardi di euro e rende negativa la nostra bilancia commerciale”, ha scandito il ministro.

L‘impennata del prezzo degli idrocarburi ha reso sempre più intensi gli appelli degli imprenditori per un ritorno al nucleare.

Dal palco dell‘Auditorium di Renzo Piano la neo presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha detto che “è tempo di tornare a investire nell‘energia nucleare, settore dal quale ci hanno escluso più di venti anni fa decisioni emotive e poco meditate”.

ENEL SI DICE PIU’ CHE PRONTA

E a margine dell‘assemblea di Confindustria l‘amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, ha detto che il gruppo “è più che pronto dal punto di vista tecnico”.

Enel era proprietaria di tutti i quattro impianti nucleari con una capacità totale di circa 1.400 megawatt prima del voto del referendum e ha firmato lo scorso anno un accordo di collaborazione con la francese Edf che le consentirà di partecipare con una quota del 12,5% all‘investimento per il primo impianto nucleare di nuova generazione Epr.

Secondo gli esperti del settore per eliminare la moratoria sancita dal referendum sarebbe sufficiente un decreto del ministero dello Sviluppo economico, ma anche i sostenitori del nucleare considerano improbabile che ciò accada per l‘opposizione dimostrata dalla popolazione locale ad ogni progetto industriale di grandi proporzioni.

Per il ministro ombra all‘Ambiente del Pd, Ermete Realacci, la scelta del nucleare è “ideologica e sbagliate per il Paese” e somiglia al tentativo di modificare l‘articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, come chiese proprio Confindustria nel 2001.

“Come abbiamo sempre detto siamo favorevoli che l‘Italia sia presente nella ricerca di un nucleare di quarta generazione che dia certezze sulla sicurezza degli impianti e sullo smaltimento delle scorie”, ha detto Realacci in un comunicato. “Ma è noto a tutti che questo nucleare oggi non esiste e pensare di costruire centrali di vecchia generazione nel nostro Paese è completamente sbagliato”.

“Gli annunci di Scajola sul nucleare, sembrano una riedizione di quelli del Governo Berlusconi del 2001 sull‘articolo 18. Idee, oggi come allora, che non hanno nulla a che vedere con la competitività del paese”.

Intanto, per migliorare le infrastrutture energetiche Scajola ha promesso agli imprenditori “la semplificazione degli iter autorizzativi”, e “la promozione del dialogo con il territorio, premiando con incentivi e iniziative di sviluppo le popolazioni interessate ai nuovi insediamenti”.

Per contrastare il rincaro della benzina e del gasolio il governo intende adottare misure “per accorciare e rendere più efficienti le filiere distributive, favorire la logistica, promuovere accordi tra produzione e distribuzione”.

“Utilizzeremo detassazioni mirate dei carburanti per le forme di trasporto che più incidono sui costi dei principali beni e servizi”, ha concluso Scajola confermando l‘obiettivo di privatizzare e liberalizzare i servizi pubblici locali.

--Ha contribuito Alberto Sisto

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