24 aprile 2008 / 06:34 / 10 anni fa

Previsioni trimestrali- Italia, stima Pil 2008 dimezzata a +0,6%

MILANO (Reuters) - Brusca correzione al ribasso per le stime di crescita del Pil italiano nel 2008 da parte dei principali uffici studi, con la mediana delle previsioni in linea con quella del governo uscente e quindi superiore rispetto allo 0,3% indicato dal Fondo monetario internazionale.

<p>Immagine d'archivio di operai al lavoro in una azienda italiana. REUTERS/Robin Pomeroy (ITALY)</p>

I risultati del sondaggio trimestrale di Reuters sulle economie del G7, condotto tra il 15 e il 21 aprile, indicano per il prodotto interno lordo italiano quest‘anno una crescita dello 0,6%, mentre per il 2009 la stima è di +1,0%.

In gennaio un panel analogo vedeva il Pil italiano in crescita per il 2008 dell‘1,2% e per il prossimo anno dell‘1,4% dopo il +1,5% comunicato dall‘Istat per il 2007.

Il Tesoro nella relazione unificata presentata a marzo ha previsto una crescita dello 0,6% per il 2008 e dell‘1,2% nel 2009, contro il +0,3% per entrambi gli anni stimato dal Fmi nel World economic outlook di inizio aprile.

“Le principali indagini macroeconomiche suggeriscono che l‘impulso alla crescita del Pil sia terminata” dice Marco Valli di Unicredit Hvb, stimando per il primo trimestre dell‘anno un rimbalzo dello 0,3% rispetto al -0,3% previsto per gli ultimi tre mesi del 2007 e un andamento piatto della crescita nel resto dell‘anno.

Sulle previsioni degli uffici studi non ha avuto impatto il risultato delle elezioni, in quanto le decisioni prese dal nuovo governo dovrebbero avere conseguenze limitate nel corso dell‘anno.

“La nostra idea è che per il 2008 l‘impatto sarà scarso” dice Paolo Mameli di Intesa SanPaolo, la cui stima come quella di Valli è in linea con il consensus. “Le prime dichiarazioni da parte della coalizione vittoriosa hanno insistito sul difficile contesto internazionale, e in ogni caso le misure espansive non dovrebbero essere attuate nei primi mesi di governo”.

DIFFICOLTA’ PER EXPORT, INFLAZIONE PENALIZZA CONSUMI

Alla riduzione delle stime ha contribuito, secondo gli economisti, in particolare il peggioramento della congiuntura internazionale, che per l‘Italia si traduce in maggiori difficoltà delle aziende a esportare e in una minore attitudine alla spesa da parte dei consumatori.

“L‘andamento negativo degli indici Pmi, sia manifatturieri che servizi, della business confidence e di altri indicatori come le immatricolazioni crollate nel primo trimestre danno l‘idea di un deterioramento costante delle aspettative” dice Lavinia Santovetti di Lehman Brothers.

“La competitività delle imprese italiane è migliorata negli ultimi anni ma resta un gap con il resto d‘Europa, come dimostra l‘andamento degli ordinativi industriali in calo soprattutto a causa della domanda estera in diminuzione” aggiunge l‘economista.

Il rallentamento secondo Santovetti potrebbe arrivare anche al mercato del lavoro, togliendo ai consumi uno dei sostegni che lo scorso anno avevano permesso un buon risultato soprattutto nei primi mesi.

“Per i consumi non mi aspetterei nulla di buono” conclude, “in particolare per il calo del potere d‘acquisto vista l‘inflazione altissima”.

Secondo il sondaggio l‘inflazione dovrebbe salire nel 2008 a +3,0% per poi calare a 2,1% nel 2009 da rispettivamente +2,4% e +1,9% stimato a gennaio. Nel 2007 l‘indice Cpi italiano si è attestato a +1,8%.

“L‘inflazione probabilmente crescerà in aprile a causa dell‘aumento dei costi energetici, superando per diversi mesi il 3%” dice Valli, che non si attende un ritorno al di sotto della soglia prima di novembre.

STIMA DEFICIT RESTA STABILE, PROSEGUE MIGLIORAMENTO CONTI

Gli economisti non hanno invece modificato sostanzialmente da gennaio la propria posizione circa lo stato dei conti pubblici, indicando un proseguimento della tendenza alla riduzione del debito pubblico.

“L‘elemento fondamentale rispetto al precedente sondaggio è l‘effetto favorevole dei dati che vedono per il 2007 un deficit all‘1,9% del Pil e un debito al 104%” dice Mameli. “Prevediamo una riduzione del solo debito grazie alla dinamica virtuosa”.

La mediana delle previsioni degli economisti indica per il rapporto deficit/pil un livello del 2,4% quest‘anno e 2,3% il prossimo contro il 2,3% stimato a gennaio per entrambi gli anni.

Il debito pubblico è visto in contrazione a 103,3% quest‘anno e 102,2% nel 2009, dati lievemente superiori al 103% e 102% stimati nell‘indagine precedente.

“Su questo non ci sono particolare modifiche perché ancora non sono usciti dati precisi sull‘evoluzione della spesa pubblica” dice Santovetti. “Aspettiamo il Dpef, tra un paio di mesi sapremo qualcosa di più”.

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