22 maggio 2008 / 16:30 / tra 10 anni

Rinegoziazione mutui, per Aduc "è una beffa" per i consumatori

ROMA (Reuters) - L‘associazione di consumatori Aduc ha fatto un po’ di conti sull‘annunciata disciplina per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, illustrata ieri da governo e Abi, ed ha dedotto che tale disciplina si ridurrebbe in “una beffa” ai danni dei contraenti.

E’ quanto si legge in una dettagliata nota dell‘Aduc inviata alle agenzie in base ad “alcune variabili dell‘accordo fra Abi e governo” e che ha permesso “di fare delle stime attendibili sulla convenienza relativa all‘adesione o meno a questa iniziativa”.

Ieri è stata annunciata la possibilità di riportare la rata del mutuo a quella del 2006, decidendo poi a scadenza un eventuale prolungamento: “Sembra una bella cosa... ed invece è un beffa”, dice l‘Aduc.

La simulazione effettuata ipotizza un mutuo a tasso variabile stipulato a gennaio del 2006 “con le condizioni tipiche dell‘epoca: capitale 100.000 euro, durata 20 anni, rata mensile, tasso Euribor a 6 mesi con spread dell‘1,25%”.

“Abbiamo calcolato tutte le variazioni dell‘Euribor avvenute ogni mese. La rata iniziale era di 602,30 euro, l‘ultima rata di 717,19 euro. Abbiamo ipotizzato che nei prossimi due mesi (nel quale il tasso non varia) il mutuatario aderisca alla rinegoziazione proposta dal governo. Calcoliamo la nuova rata secondo il modello governo-Abi: il tasso medio dell‘Euribor a sei mesi nel 2006 è stato pari all 3,27%, con lo spread dell‘1,25% si giunge ad un tasso del 4,52% che implica una nuova rata di 633,73 euro. A questo punto, abbiamo ipotizzato che i tassi d‘interesse inizino a scendere così come sono saliti nei passati tre anni, in maniera esattamente speculare per poi continuare il ciclo (rialzi e ribassi) fino alla scadenza. Anche in questa ipotesi, favorevole per il mutuatario, la rinegoziazione comporterebbe interessi aggiuntivi per oltre 3.500 euro (6% degli interessi normalmente pagati) ed un allungamento del mutuo di circa 15 mesi. Se, invece, i tassi d‘interesse rimanessero invariati fino alla scadenza, il malcapitato pagherebbe circa 11.500 euro di interessi in più (il 16,26% degli interessi che avrebbe pagato) e si vedrebbe allungare la durata del mutuo per 48 rate!”, srive l‘Aduc.

L‘Aduc evidenzia come “con una effettiva rinegoziazione, che preveda una diminuzione dello spread applicato al tasso di riferimento del mutuo, il mutuatario ottiene una diminuzione effettiva della rata che non dovrà scontare a scadenza. Un vero risparmio quindi, non una beffa! Se il Governo intende aiutare effettivamente i mutuatari, deve agire sulla rinegoziazione finalizzata alla diminuzione degli spread, e non con una finta diminuzione della rata che poi verrà scontata a scadenza”.

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