22 maggio 2008 / 07:39 / 10 anni fa

Italia, balzo fiducia consumatori lascia scettici analisti

MILANO (Reuters) - Migliora decisamente in maggio il clima di fiducia dei consumatori italiani e gli economisti ne leggono l‘ottimismo legato alle promesse elettorali. Ma, precisano, sarà un entusiasmo di breve durata, visto che dal lato economico e da quello dell‘inflazione il quadro non è per nulla positivo, né è per ora in miglioramento.

<p>Italia,indice fiducia consumatori maggio a 103,2,oltre consensus. REUTERS/Darren Staples</p>

L‘indice diffuso oggi dall‘Isae di maggio si è portato a 103,2, il miglior risultato dell‘anno, dal 99,9 di aprile.

Il dato, il primo redatto dopo la vittoria del centro destra alle elezioni, è nettamente superiore alle attese degli analisti sentiti da Reuters che vedevano invece un lieve calo a 99,3.

“E’ un dato abbastanza sorprendente, il recupero riguarda la fiducia sotto tutti gli aspetti, sia la situazione nazionale che quella personale, sia il contesto attuale che le aspettative” dice Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo. “Siamo ai massimi dal dicembre 2007, ma il livello di fiducia resta non elevato, sotto la media storica di 113. E’ un trend discendente dal dicembre 2006”.

L‘entusiasmo viene giustificato dagli economisti con l‘impatto del risultato delle elezioni politiche e con le promesse elettorali del centro-destra, come taglio dell‘Ici e la detassazione straordinari, misure varate ieri.

“Certamente il balzo è da attribuire all‘ottimismo legato alle promesse fatte dal nuovo governo. Tuttavia abbiamo un quadro economico senza alcun miglioramento e anche le prospettive di inflazione sono quelle di un nuovo surriscaldamento. Mi aspetto quindi presto una correzione dell‘indice” dice Marco Valli di Unicredit Mib.

Domani è in agenda la prima stima per il Pil del primo trimestre italiano, per il quale gli economisti prevedono un modesto +0,2% dovuto essenzialmente a un effetto trascinamento del solo dato buono di gennaio, dopo un quarto trimestre atteso in contrazione.

Quadro non positivo nemmeno per l‘inflazione che ha mostrato anche ad aprile un tendenziale a 3,3% come in marzo, il massimo dal settembre 1996.

La nota dell‘Isae mette in evidenza il netto balzo del sottoindice relativo alle aspettative a breve termine dei consumatori italiani, che ha segnato un rialzo a 101,7 in maggio dal 95,6 di aprile. Ma anche l‘indicatore che sintetizza le opinioni sul quadro corrente è salito, a 105,8 da 104,7.

In particolare la fiducia sulla situazione economica del paese è salita a 84,9 da 79,6 e quella sulla situazione personale a 113,1 da 109,3.

“Migliorano in particolare le previsioni sul mercato del lavoro oltre alle valutazioni sulla possibilità e convenienza ad effettuare risparmi” dice la nota dell‘Isae.

Gli economisti sono per altro scettici circa l‘ottimismo dei consumatori, sulla base della reale situazione.

“Mi sembra che questo sarà un dato isolato, da verificare. Letto così non mi porta a pensare a un grande miglioramento nei prossimi mesi” dice Carmela Pace di Mps Capital Service. Del resto - aggiunge Pace - “i prezzi continuano a rimanere alti, la componente corrente relativa alla situazione delle famiglie è rimasta ferma. Quella prospettica è migliorata, ma resta in territorio negativo. Non mi aspetto grossi miglioramenti per il futuro”.

“Fattori in grado di sostenere la fiducia non ne vedo: la congiuntura in Italia resta debole e continuano le tensioni sui prezzi. A maggio, in particolare, i costi dei carburanti hanno risentito della debolezza dell‘euro” dice ancora Mameli.

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