20 maggio 2008 / 06:29 / tra 10 anni

Eni, nuovo petrolio in Congo, possibile balzo riserve

di Giancarlo Navach

<p>L'AD di Eni Paolo Scaroni. REUTERS/Daniele La Monaca</p>

POINTE NOIRE, Congo (Reuters) - Dopo il Venezuela, Eni punta anche sul Congo per produrre idrocarburi non convenzionali. Oggi il colosso dell‘energia italiano ha firmato un accordo con il governo congolese per la ricerca e lo sfruttamento di petrolio da sabbie bituminose a Tchikatanga e Tchikatanga-Makola: un‘area estesa su 1.790 kmq che, studi preliminari effettuati solo su 100 kmq, hanno portato a stimare riserve recuperabili comprese in una forchetta fra 0,5 e 2,5 miliardi di barili.

Se si considera che le riserve attuali di Eni tra gas e greggio sono pari a 7 miliardi di barili si può immaginare quali siano le potenzialità di questa nuova scoperta. E non a caso di nuova frontiera ha parlato proprio l‘Ad dell‘Eni, Paolo Scaroni, a Pointe Noire, dopo la sigla dell‘intesa con il ministro dell‘Energia della Repubblica del Congo, Bruno Itoua.

“E’ difficile dire cos’è il valore in termini di riserve possibili perché non lo sappiamo ancora. Credo che l‘apertura di questo nuovo fronte sugli oli non convenzionali in Africa possa essere un fatto davvero straordinario, una nuova frontiera. Anche la Russia ha questa potenzialità, ma ha altri interessi. Questo tipo di ricerca avviene, invece, in Canada e in Venezuela”, ha detto Scaroni nel corso della conferenza stampa.

Secondo Claudio Descalzi, vice direttore generale della divisione E&P, “fra un anno Eni potrà parlare di riserve in modo più sicuro. Ma siamo fiduciosi perché i dati che abbiamo sono incoraggianti”.

Le due aree esplorative, che si trovano a circa 70 chilometri da Pointe Noire, la seconda città del Congo sulla costa dell‘Oceano Atlantico, racchiudono, hanno spiegato i vertici Eni, accumuli di sabbie bituminose con enorme potenzialità. La fase di ricerca, che durerà tre anni e potrà essere rinnovata per ulteriori quattro anni, prevede studi geologici e geofisici e la perforazione di tre pozzi esplorativi. Eni guiderà l‘esplorazione al 100%, mentre è possibile che si affidi alla compagnia statale o locali nella fase dello sfruttamento.

La seconda fase, di tipo commerciale, prevede, invece, l‘invio delle sabbie bituminose estratte alla raffineria Eni a Taranto per effettuare un test della durata di 3 o 4 mesi. La terza fase consisterà, infine, nell‘eventuale sfruttamento economico su scala industriale. Al 2014 Eni stima di estrarre 40.000 barili di petrolio al giorno da questo scoperta congolese che si aggiungerebbero agli altri 86.000 barili quotidiani prodotti dal gruppo italiano nel paese africano.

ENI IN AFRICA CON APPROCCIO MATTEIANO

L‘annuncio odierno si inserisce in un pacchetto di iniziative che Eni ha avviato in Congo che riflettono quello che Scaroni ha definito “approccio matteiano: stare seduti dalla parte del paese produttore. In questo modo siamo riusciti a mettere in pratica il 100% della filosofia Eni in un paese africano”.

Le altre iniziative riguardano un protocollo d‘intesa per l‘utilizzo degli oli vegetali provenienti da coltivazioni di palme su circa 70.000 ettari non coltivati nella regione Niari, nel Nord-Ovest del Paese, per realizzare 340.000 tonnellate all‘anno di olio grezzo sufficiente a coprire il fabbisogno alimentare interno e a produrre 150.000 tonnellate annue di biodiesel. Eni parteciperà poi con una quota del 20% alla realizzazione di una nuova centrale elettrica da 450 mw che, entro il 2009, servirà a coprire oltre l‘80% del fabbisogno del Paese. Infine, la società investirà 8,5 milioni di euro in un progetto che mira a migliorare l‘assitenza sanitaria all‘infanzia nelle zone rurali del Congo, realizzando diversi programmi di vaccinazione, entro il 2011.

Per tutti questi progetti, nel prossimo quadriennio, Eni investirà 3 miliardi di dollari nel Paese per una produzione pari a 150 milioni di barili.

“Se non ci fossimo guadagnati la stima dei congolesi, mai ci avrebbero assegnato lo sfruttamento del settore bituminoso”, ha detto Scaroni, sintetizzando il senso di questa giornata, al termine della pittoresca cerimonia della messa della prima pietra della nuova centrale elettrica, svoltasi stamani a Cote Mateve, alla presenza del presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou-Nguesso.

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