20 luglio 2008 / 10:07 / 9 anni fa

Draghi,Bankitalia:tassi bassi e forte liquidità aumentano rischi

DUBLINO (Reuters) - Una politica di tassi eccessivamente bassi ed una eccessiva espansione della liquidità e del credito possono influenzare il mondo finanziario ed indurlo a comportamenti rischiosi.

<p>Il governatore della banca d'Italia Mario Draghi REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

E’ il monito contenuto in un discorso effettuato dal governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi alla Whitaker lecture della Banca centrale d‘Irlanda a Dublino e che è stato distribuito alle agenzie nel momento in cui viene pronunciato.

In un altro passaggio il governatore richiama inoltre i Paesi emergenti a non cedere alla tentazione di politiche “monetarie accomodanti” e di unirsi all‘Occidente nella lotta contro l‘inflazione.

“La credibilità della politica monetaria deve essere preservata nei Paesi avanzati e perseguita nei Paesi emergenti; deve aumentare la consapevolezza del rischio insito nell‘aumento dell‘inflazione”, si legge nel testo.

Secondo Draghi, che cita un giudizio condiviso a livello di Bce, l‘aumento dell‘inflazione “è temporaneo, ma esso appare oggi più persistente di quanto ci aspettavamo alcuni mesi fa” e ultimamente “i rischi sono aumentati” con “segni di accelerazione dei costi interni di produzione” e le “aspettative di inflazione a medio-lungo termine indicano la presenza di tensioni”.

Ma nei giorni successivi al rialzo deciso dalla Bce al Consiglio direttivo del 3 luglio scorso “le misure delle aspettative di inflazione derivate dai mercati finanziari hanno smesso di crescere”.

LA CORRETTA COMUNICAZIONE DELLE BANCHE CENTRALI

Il governatore analizza nel suo intervento come si è sviluppata l‘informazione al pubblico delle politiche monetarie.

“La trasparenza degli obbiettivi, delle strategie, delle analisi e delle decisioni non solo assicura la legittimazione democratica delle autorità monetarie indipendenti; aumenta la capacità delle banche centrali di raggiungere gli obiettivi finali, plasmando le aspettative di coloro che fissano i prezzi e diminuendo i costi da sostenere, in termini di attività economica, per mantenere sotto controllo l‘inflazione”, dice Draghi.

Una ricerca effettuata dalla Banca d‘Italia mostra che “quando le banche centrali pubblicano le loro previsioni per l‘andamento futuro dei tassi d‘interesse, i partecipanti al mercato comprendono bene le informazioni ivi contenute. Peraltro, le banche centrali sembrano comunicare in maniera efficace anche quando esse divulgano soltanto informazioni qualitative”.

IL MONITO AI PAESI EMERGENTI E I RISCHI DELLA FED

Draghi analizza poi la politica monetaria effettuata dai Paesi emergenti con richiami implicitI alla politica di cambio dello yuan attuata dalla Cina e richiamata anche dal recente G8 di Hokkaido: “Vari Paesi emergenti registrano attualmente un‘inflazione rapida e crescente. In parte ciò riflette l‘incidenza significativa degli alimentari nei rispettivi indici dei prezzi al consumo, ma in molti casi deriva anche dalle condizioni monetarie accomodanti [...]. La credibilità della politica monetaria deve essere preservata nei Paesi avanzati e perseguita nei paesi emergenti; deve aumentare la consapevolezza del rischio insito nell‘aumento dell‘inflazione”.

Anche il richiamo fatto alla politica della Fed, contrapposti alla “appropriata” politica della Bce, è altrettanto implicito: “Non possiamo ignorare che tassi di interesse eccessivamente bassi e una eccessiva espansione della liquidità e del credito possono influenzare l‘industria finanziaria ed incoraggiare un comportamento rischioso da parte degli investitori. [...] La turbolenza finanziaria ha confermato che l‘enfasi data dalla Bce agli andamenti della moneta e del credito è appropriata”.

Più avanti, nel corso del suo intervento, il governatore torna a stressare questo concetto: “Da un lato, le azioni necessarie a ristabilire la liquidità del mercato possono rendere meno chiari i segnali di politica monetaria; dall‘altro, decisioni sui tassi di interesse potrebbero essere percepiti come la rivelazione di informazioni non note al mercato, e quindi esacerbare le tensioni”.

“In queste circostanze, è importante assicurarsi che una più attiva gestione della liquidità da parte della banca centrale, necessaria ad allentare le tensioni nel mercato monetario, non venga percepita come un segnale di un minore impegno a mantenere la stabilità dei prezzi”, conclude il governatore.

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