17 luglio 2008 / 15:37 / tra 9 anni

Immobili, compravendite abitazioni in calo 10% in 2008 - Nomisma

MILANO (Reuters) - Nel 2008 le compravendite di abitazioni scenderanno di almeno il 10% in Italia, con prezzi nominali stabili e quindi in flessione al netto dell‘inflazione.

<p>Vista panoramica delle case di un centro della Sicilia nella valle di Noto, in una foto d'archivio. REUTERS/Tony Gentile/Files</p>

Sono queste le prospettive del nostro mercato immobiliare secondo Nomisma, che in un rapporto pubblicato oggi parla di un primo semestre dell‘anno “ingessato”: domanda debole, offerta in crescita, tempi di vendita allungati fino a sfiorare i 6 mesi e sconti sui prezzi superiori al 12%.

Così, se nel 2007 le transazioni di abitazioni erano diminuite del 4,6% a 806.000 (-9,3% nelle grandi aree urbane) per un valore complessivo di circa 123 miliardi, nel 2008 le compravendite dovrebbero calare di altre 80.000 unità e il valore di mercato dovrebbe scendere a 110 miliardi.

DOMANDA IN CALO, PREZZI SCHIACCIATI DA INFLAZIONE

Tra gli elementi rilevati da Nomisma, spicca il dato sulle intenzioni di acquisto nei prossimi dodici mesi, che nel primo semestre si sono attestate all‘1,8% delle famiglie a fronte del 7% di inizio anni 2000.

Calano nel frattempo le erogazioni di mutui: nei primi 5 mesi del 2008 il flusso di nuovi finanziamenti è sceso del 12,4% a 18,4 miliardi. A fine 2007 il tasso di sofferenza delle famiglie sui mutui era del 2%, in crescita dall‘1,5% di fine 2006, “ma su livelli storicamente fisiologici”, evidenzia lo studio.

Nel semestre i prezzi sono aumentati del 4,2% su anno, ma l‘inflazione ufficiale è al 3,8% e quella “quotidiana”, dice Nomisma, è pari al 5%. In generale, va peggio al Nord che a Sud.

IN ITALIA MEMO RISCHIO DA ECCESSO DI OFFERTA

“Il mercato italiano è peraltro più protetto rispetto al turmoil che sta interessando i mercati continentali e USA”, sottolinea Nomisma che propone due spiegazioni. In primo luogo, nel decennio d‘oro dell‘immobiliare (1998-2007) si è costruito meno che all‘estero e quindi è inferiore il rischio, oggi, di un eccesso di offerta. Inoltre, “la crescita dei valori degli immobili italiani è stata molto più contenuta rispetto a quella che ha interessato buona parte delle economie occidentali, per cui ci si attende una correzione dei valori meno traumatica”.

Anche per il mercato degli immobili non residenziali emerge una domanda in contrazione, non più sorretta dal debito, in tenuta solo nei centri delle città. Stabile il segmento dei box auto e dei garage.

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