16 maggio 2008 / 06:21 / 10 anni fa

Borsa Milano positiva, vola Banco Pop, ok costruzioni ed energia

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia in rialzo una seduta segnata da un rallentamento pomeridiano, in corrispondenza dell‘avvio cauto di Wall Street e del successivo dato sulla fiducia dei consumatori Usa, sceso più di quanto ci si attendesse.

In chiusura, l‘indice S&P/MIB ha guadagnato lo 0,44% e il Mibtel lo 0,49%, mentre l‘AllStars ha perso lo 0,61%. I volumi sono tornati definitivamente alla normalità, dopo aver smaltito la sbornia da dividend washing: scambi per un controvalore di circa 5,4 miliardi di euro.

* A frenare l‘azionario italiano, che per tutta la settimana ha registrato movimenti anomali in vista dello stacco delle cedole dei big del listino, segnalano i trader, anche la prospettiva che il governo Berlusconi inasprisca il prelievo fiscale sulle banche, che si è tradotta in ribassi per UNICREDIT (-1,16%), MEDIOBANCA (-0,45%), MONTEPASCHI (-0,35%), INTESA SANPAOLO (-0,58%) e UBI BANCA (-0,63%).

* Fuori dal coro BANCO POPOLARE, balzata dell‘8,14% dopo una trimestrale sopra le attese degli analisti, che ha indotto diversi broker ad alzare giudizi e target price. Un dealer cita, come fattore positivo per l‘istituto, anche la prospettiva della cessione a Palladio Finanzaria delle partecipazioni di Efibanca. Ben comprata la partecipata ITALEASE: +1,73%.

* CREDITO EMILIANO ha lasciato sul terreno il 6,92% dopo la trimestrale e il varo di un aumento di capitale.

* Seconda giornata consecutiva di rally per BUZZI UNICEM: +3,71% in chiusura, dopo aver segnato il nuovo massimo del‘anno a 19,5 euro. Ieri, la società aveva annunciato, solo sul sito, l‘acquisizione del gruppo Usa Dorsett. Secondo un operatore, Buzzi beneficia della prospettiva che il nuovo governo “dia un impulso alle grandi opere”. Per lo stessa ragione sono toniche, da giorni, IMPREGILO (+2,82%) e ITALCEMENTI (+1,51%).

* Il nuovo massimo del greggio, che ha superato la barriera dei 127 dollari il barile, ha spinto i titoli energetici. ENI, in particolare, ha messo a segno un progresso del 2,42%, dopo aver rinnovato il massimo dell‘anno a 26,65 euro. Un trader sottolinea che il titolo del Cane a sei zampe “è ben comprato anche in vista dello stacco della cedola”. Bene, nel settore delle infrastrutture energetiche, TENARIS (+1,88%) e MAIRE TECNIMONT (+3,78%).

* STMICROLECTRONICS è balzata del 2,8% sulla scia della tedesca Infineon, spinta dalle indiscrezioni sull‘addio dell‘AD, e di Nokia. Il titolo del produttore di chip, argomenta un dealer, si è giovato “del rafforzamento del dollaro” dopo il dato sulla fiducia dei consumatori Usa. La ritrovata energia del biglietto verde è stata positiva anche per LUXOTTICA (+1,58%), mentre non ne hanno tratto giovamento altri tre titoli sensibili ai cambi come BULGARI (-1,23%), colpita da un taglio del target price da parte di Jp Morgan, LOTTOMATICA (-3,58%), che, sottolinea un operatore, “continua a pagare lo scotto della perdita delle lotterie in Ohio”, e AUTOGRILL (-1,7%).

* FIAT è salita del 2,11% dopo i dati sulle immatricolazioni europee di auto.

* FINMECCANICA è arretrata dell‘1,19% nella giornata in cui la Sec ha accusato di insider trading un italiano in relazione al deal Drs Technologies.

* Dopo il crollo di ieri, PARMALAT ha limitato il calo allo 0,52%. Il gruppo guidato da Enrico Bondi ha chiesto il via libera dell‘Antitrust per presentare un‘offerta per il gruppo lattiero-caseario australiano Diary Farmes.

* Seduta movimentata per le utilities, comparto scosso dalla sigla di una lettera d‘intenti per una fusione fra IRIDE, che ha guadagnato il 6,07%, ENIA, avanzata del 6,58%, ed HERA, che ha limitato il progresso all‘1,19% perché, secondo un analista, “viene meno l‘appeal speculativo”.

* Si conferma il momento negativo dei media, da diverse sedute non in sintonia con lo stoxx europeo (+0,27%): SEAT -1,75%, MEDIASET -0,98% e MONDADORI -0,04%.

* Tra le small e mid cap, brillante AMPLIFON (+6,85%), nonostante una trimestrale in rosso, seguita da report negativi. Un trader riporta “voci di delisting”. Sul mercato circolano da tempo rumors su un interesse da parte di gruppi di private equity, ma la famiglia Holland, che controlla Amplifon, sarebbe disponibile a cedere soltanto una quota di minoranza.

* KAITECH è salita del 6,4% dopo l‘annuncio, ieri, della fusione per incorporazione di Eurinvest.

* ESPRINET è crollata dell‘11,6%: Citigroup ha tagliato il rating a “sell” dopo la trimestrale.

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