15 luglio 2008 / 18:56 / 9 anni fa

Sicurezza, Draghi chiede testo unico antiriciclaggio

ROMA (Reuters) - Il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi sollecita la messa a punto di un testo unico sulla normativa antiriciclaggio.

L‘occasione è un‘audizione del governatore in Senato sul disegno di legge in materia di sicurezza, che contiene all‘articolo 17 misure sul “money transfer”.

“Ritengo opportuno auspicare la ripresa dei lavori di redazione di un testo unico della normativa antiriciclaggio per dare soluzione alle attuali incertezze interpretative e per assicurare, in materia sanzionatoria, una maggiore corrispondenza tra offensività delle condotte e rigore delle sanzioni”, ha detto Draghi davanti ai senatori delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia.

“L‘occasione è poi propizia per prospettare la necessità di un intervento legislativo organico, più volte sollecitato dalla Banca d‘Italia anche nel corso delle precedente legislatura, per portare ordine e sicurezza in un settore molto delicato, quello dell‘attività svolta dagli intermediari finanziari non bancari e dalla moltitudine incontrollabile dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria”, ha aggiunto.

Entrando più nel merito dell‘audizione, il governatore ha quindi suggerito ai parlamentari una serie di modifiche all‘articolo 17 del ddl sicurezza.

Il money transfer consiste nel trasferimento di denaro tramite operazioni di compensazione all‘interno di una rete di operatori finanziari. In base all‘articolo 17 i cosiddetti sub-agenti, coloro che assicurano alla base il contatto con la clientela, dovrebbero prendere copia del titolo di soggiorno e segnalare eventualmente l‘indisponibilità del documento alle forze dell‘ordine.

“La formulazione e la collocazione della disposizione generano incertezze in merito all‘ambito di applicazione”, dice Draghi.

“I sub-agenti possono esercitare svariate attività commerciali e sono legittimati a trasferire il denaro sulla base di una semplice iscrizione nell‘apposito elenco e non previo ottenimento di un provvedimento autorizzativo. Non sembra, quindi, corretto che la norma possa essere riferita solo agli esercizi pubblici di telefonia e internet che svolgono il servizio di money transfer, ai quali è dedicata la rubrica dell‘articolo nel cui corpo la previsione verrebbe inserita”.

“Più verosimilmente, l‘intenzione degli estensori è quella di applicare la disposizione a tutti i sub-agenti, indipendentemente dalle attività da essi svolte in via collaterale”, spiega Draghi.

“Di conseguenza, sarebbero opportune una diversa e autonoma collocazione della norma e l‘eliminazione del riferimento a provvedimenti autorizzativi; anche la sanzione prevista per la mancata comunicazione alla polizia non dovrebbe far riferimento alla revoca di una autorizzazione, ma alla cancellazione del sub-agente dal relativo elenco”.

Inoltre, “l‘imposizione dell‘obbligo di acquisire e conservare la copia del documento di identità del cliente potrebbe essere inoltre superflua, in quanto replica omologhe previsioni della normativa antiriciclaggio vigente”.

Il disegno di legge sulla sicurezza introduce poi una serie di modifiche al regime delle misure di sequestro e confisca. Draghi sollecita su questo aspetto a valutare “la proposta - formulata nel corso della precedente legislatura e ripresa nel dibattito politico delle ultime settimane - di razionalizzare il quadro delle competenze in materia, anche tramite l‘istituzione di una apposita Agenzia”.

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