16 giugno 2008 / 06:20 / 10 anni fa

G8 ha parlato di speculazione, no consensus per azione -Tremonti

OSAKA (Reuters) - Gli Otto ministri finanziari dei paesi più industrializzati hanno discusso di speculazione riguardo agli andamenti dei mercati del petrolio e delle materie prime, ma l‘Italia non ha trovato l‘appoggio sulla proposta di imporre una sorta di tassa sugli speculatori, aumentando i depositi per fare trading sui derivati delle commodity.

Il G8 ha preferito non spingersi oltre la richiesta di uno studio del Fondo monetario internazionale sulle dinamiche dei mercati delle materie prime, frenato da paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada secondo i quali il rialzo del greggio riflette principalmente i diversi andamenti di domanda e offerta.

“Abbiamo convinto i colleghi (G8) a introdurre questo riferimento” ai fattori finanziari come variabile rilevante nella determinazione del prezzo del greggio, ha detto Tremonti nell‘incontro con i giornalisti al termine dell‘incontro di Osaka. “Si è parlato di speculazione”.

“Di operativo c’è la richiesta al Fondo e all‘Agenzia Internazionale dell‘Energia di studiare [le dinamiche del mercato di greggio e commodity] e riferire al G7 in autunno”, ha detto il ministro.

“E’ una vittoria... un passo in avanti”, secondo Tremonti.

Il comunicato emesso al termine della riunione - che sottolinea nella parte iniziale come prezzi elevati delle commodity pongano un serio rischio alla crescita e possano aumentare le pressioni inflative a livello globale - dedica un lungo capitolo alle quotazione delle materie prime.

“Elevati prezzi del petrolio riflettono fondamentalmente una crescente domanda mondiale e i vincoli all‘offerta, ma altri elementi come timori geopolitici e fattori finanziari hanno un ruolo” riconosce il comunicato finale.

Il G8 chiede uno sforzo ai consumatori di greggio per aumentare l‘efficienza energetica, diversificare le fonti ed eliminare i sussidi che distorcono i prezzi. Mentre i produttori dovrebbero aumentare la produzione e investire per ampliare la capacità.

“Chiediamo a Fmi e Aie di lavorare insieme... per fare un‘ulteriore analisi sui fattori reali e finanziari alla base del recente rialzo dei prezzi delle commodity e del greggio, della loro volatilità e degli effetti sull‘economia mondiale”.

“Noi abbiamo introdotto la discussione [sull‘aumento dei depositi per i mercati futures], ma non ci sembra ci siano i presupposti” ora per introdurre questa misura, ha detto il ministro italiano, secondo cui “tecnicamente la cosa si può fare” ma si scontra con conflitti di interesse.

Il ministro ha fatto riferimento in particolare alle resistenze dei paesi anglosassoni.

L‘americano Henry Paulson non ha fatto mistero della propria contrarietà alla proposta di Tremonti, confutando anche la tesi di un ruolo cruciale della speculazione nel recente rialzo dei prezzi.

“Tutta l‘evidenza indica che è un problema di domanda e offerta” dice Paulson. “Nel mondo di oggi, è molto facile, per chi cerca soluzioni semplici e di breve periodo, dire che si tratta di speculazione”.

“Molta gente che parla di questi contratti non capisce come funzionano realmente... sono le riserve a guidare il mercato” ha aggiunto il segretario del Tesoro Usa.

Più diplomatico il direttore generale del Fondo, Dominque Strauss-Kahn, secondo cui “ci sono molti ragioni legate all‘economia reale che influenzano i prezzi... tra cui domanda e offerta”. “Per alcuni [G8] ci sono anche altri fattori... alcuni dicono che ci sia speculazione... questa è la ragione per cui il Gruppo ha chiesto di fare uno studio” sugli andamenti del mercato.

A febbraio il Fondo aveva promesso un approfondimento, ancora in fase di lavorazione, circa l‘impatto sull‘economia reale del rialzo del prezzi del greggio. A questo si aggiungerà, in autunno, la nuova analisi sull‘andamento del mercato.

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