15 aprile 2008 / 06:18 / 10 anni fa

Telecom, no a ipotesi fusione Telefonica,conferma target

ROZZANO (Reuters) - Telecom Italia torna a smentire l‘ipotesi di fusione con Telefonica o l‘aumento di capitale e ribadisce le linee guida delineate nell‘incontro con la comunità finanziaria di inizio marzo.

Ripete quindi che il gruppo non corre rischi sul fronte finanziario, nonostante la crisi del credito, che gli obiettivi di bilancio indicati sono realistici e che eventuali acquisizioni verranno fatte, tenendo però conto che la priorità è la riduzione del debito.

E’ quanto hanno annunciato il presidente Gabriele Galateri e l‘AD Franco Bernabè, durante l‘assemblea che ha all‘ordine del giorno l‘approvazione del bilancio, la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e alcune modifiche allo statuto.

Sulla revisione del piano industriale, atteso verso fine anno, Bernabè ha detto che la revisione sarà un processo regolare, che quest‘anno verrà fatta “in anticipo” rispetto alla sua scadenza. L‘ultimo piano è stato presentato a marzo.

Alle 19 i lavori sono ancora in corso e promettono di durare ancora per ore, a causa di diversi interventi da parte di piccoli azionisti, che per lo più hanno criticato la strategia del nuovo management che ha portato a un forte calo dei prezzi del titolo, a partire dal 7 marzo, giorno di presentazione del nuovo piano industriale.

In borsa oggi le azioni Telecom hanno perso più del 3% a 1,4 euro circa, con i dealer delusi dalla mancanza di novità. Il mercato era stato sollecitato nei giorni scorsi da interviste dell‘azionista Marco Fossati, che aveva fatto pensare a un qualche cambio di direzione strategica in tempi stretti. Fossati aveva ipotizzato un aggiornamento del piano prima dell‘estate e di fusione con Telefonica.

“Non esistono progetti di fusione con Telefonica, così come non esistono progetti di aumenti di capitale della società”, ha detto Galateri in apertura dei lavori.

La holding Telco figura come primo socio, con il 24,5% del capitale, seguita dalla Findim della famiglia Fossati con il 4,45% e da Brandes Investment con il 4,08%, secondo quanto annunciato dalla società in apertura dei lavori. Il fondo Brandes oggi è stato presente, ma con una quota di capitale inferiore allo 0,29%, dice una fonte vicina alla situazione.

OBIETTIVI REALISTICI, ESCLUSI RISCHI DEBITO

La prima indicazione sul fatto che il gruppo sarebbe rimasto sulla linea di marzo, che alcuni considerano prudenziale, è arrivata a pochi minuti dall‘inizio dei lavori.

“Sono obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità dell‘azienda”, ha detto l‘AD, Franco Bernabè, in merito ai target indicati a marzo. “Tracciano un percorso importante di consolidamento, trasformazione e rilancio, che pone le basi per una crescita futura”.

“Ritengo un dovere mio e del management dell‘azienda quello di mantenere gli impegni assunti e cercare di migliorare continuamente”, aggiunge. “Il percorso che abbiamo imboccato quattro mesi fa ha proprio questa ambizione”.

“Telecom Italia non ha riportato alcuna perdita sulla propria posizione di liquidità nonostante la grave crisi che ha caratterizzato il mercato monetario e bancario negli ultimi mesi dell‘anno”, ha ricordato Bernabè, parlando del debito. “L‘insieme della liquidità disponibile, 6,8 miliardi di euro, e la disponibilità di una linea di credito non utilizzata irrevocabile che scadrà nel 2014, 6,5 miliardi di euro, consentono di affrontare con tranquillità le scadenze del debito dei prossimi 4 anni: 4,5 miliardi circa in media ogni anno”.

PIRELLI NON VOTA FINDIM, BANKITALIA PER ASSOGESTIONI

Al momento, per la nomina del nuovo consiglio, sono arrivate le dichiarazioni di voto di Pirelli socio di Telecom Italia con l‘1,3% del capitale e di Bankitalia, che detiene l‘1,57% del capitale.

Le liste, oltre a quella di maggioranza, sono state presentate da Assogestioni, che riunisce i fondi, e dalla Findim della famiglia Fossati.

Bankitalia ha annunciato il voto per Assogestioni, come prassi a favore degli investitori istituzionali decisa per tutte le assemblee delle società di cui è azionista.

Pirelli, ha detto che avrebbe voluto votare la lista Findim, ma che a malincuore ha deciso per l‘astensione, a causa delle vicende che hanno interessato il collegio sindacale Generali.

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