13 maggio 2008 / 17:26 / tra 10 anni

Tassazione risparmio, difficile soluzione Ue paradisi fiscali

BRUXELLES (Reuters) - Non sarà semplice, riferiscono funzionari dell‘esecutivo Ue, porre fine agli espedienti utilizzati dagli investitori dell‘Unione europea per evitare la tassazione dei risparmi.

Berlino ha persuaso a marzo i ministri finanziari Ue ad accelerare il processo di revisione delle regole comunitarie sulla tassazione del risparmio, dopo aver scoperto la massiccia evasione dei cittadini tedeschi attraverso il paradiso fiscale del vicino Liechtenstein.

Il piccolo principato alpino non fa parte dell‘Unione europea, anche se come la Svizzera e altri paesi terzi ha siglato la propria adesione alle regole comunitarie.

In tali paesi la normativa Ue è però applicabile soltanto ai redditi individuali, non a quelli delle fondazioni di investimento come le molte basate in Liechtenstein che ne risultano esenti.

Il commissario Ue per la tassazione Laszlo Kovacs presenta domani al consiglio Ecofin un rapporto provvisorio su come rafforzare la normativa comunitarie introdotta nel 2005 dopo anni di trattative.

Un documento finale, spiegano i collaboratori del commissario, non sarà pronto prima di fine autunno, quando Kovacs deciderà quali emendamenti proporre per l‘adozione dei paesi Ue.

Il Lussemburgo ha comunque già detto che non sono necessarie modifiche e si dice pronto a un “lungo dibattito”, rendendo così arduo il raggiungimento dell‘unanimità necessaria a qualsiasi modifica in materia di tassazione.

“Sulle questioni fiscali è molto raro arrivare a una soluzione rapida con l‘unanimità” ha detto la portavoce del commissario, Maria Assimakopoulou.

A parere dell‘ufficio di Kovacs è necessario modificare la normativa in modo da colmarne le lacune, dal momento che le regole si applicano soltanto agli interessi pagati sui conti individuali, fondi e obbligazioni detenuti all‘estero.

Non esistono ancora statistiche sufficienti sull‘entità dell‘evasione ma Kovacs metterà in luce domani alcune aree di intervento da prendere in considerazione.

-- ampliare il raggio della normativa in modo da coprire i ‘capital gain’, i dividendi, i pagamenti come quelli della distribuzione di ‘asset’ da parte di trust e fondazioni e i redditi da assicurazioni sulla vita e schemi pensionistici;

-- obbligare le gestioni di trust e fondazioni ad applicare la normativa comunitaria.

Parlando a condizione di anonimato, un diplomatico Ue spiega che il consiglio Ecofin dovrebbe adottare domani conclusioni che si limitano a chiedere di fornire alla Commissione informazioni nei tempi più ristretti, in modo che Kovacs possa compilare il documento finale entro il 30 settembre.

Gli emendamenti che Kovacs finirà per proporre dipendono in massima parte dalla possibilità di ottenere l‘unanimità.

Le regole attuali chiedono ai paesi membri di scambiare informazioni sui dettagli degli interessi pagati in un paese membro ai risparmiatori privati di un altro stato comunitario in modo da potervi applicare la tassazione.

Belgio, Austria e Lussemburgo hanno però preservato le proprie regole sul segreto bancario e applicano invece una ‘withholding tax’ sugli interessi, una parte della quale viene passata al paese di residenza del risparmiatore.

Nessuna facile soluzione è comunque finora emersa.

“E’ importante trovare soluzioni che non incoraggino a eludere la normativa riallocando i capitali e scoprire sistemi di prevenire il flusso artificiale dei pagamenti degli interessi al di fuori del raggio d‘azione della normativa” spiega un funzionario della Commissione.

Alcuni dei rimedi potrebbero portare alla richiesta e al passaggio di numerose informazioni aggiuntive, che metterebbero un ingiusto onere sui partecipanti al mercato, aggiunge il funzionario.

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