12 aprile 2008 / 15:09 / 10 anni fa

G7, Almunia preoccupato da movimento cambi, Bajuk da inflazione

WASHINGTON (Reuters) - All‘indomani della riunione di ministri finanziari e banchieri centrali G7, in linea ai toni del comunicato finale il commissario Ue per gli Affari economici e monetari Joaquin Almunia torna a dirsi preoccupato delle brusche oscillazioni dei tassi di cambio e dell‘ampio apprezzamento della valuta unica rispetto alle principali controparti.

<p>Il direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn (a sinistra) parla con il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa a Washington. REUTERS/Yuri Gripas</p>

Presidente di turno dell‘Ecofin, il ministro sloveno Andrej Bajuk parla invece del rischio che le pressioni sui prezzi generate dal rincaro delle materie prime si trasferiscano sulle aspettative di inflazione in Europa.

Sulla falsariga del testo finale dei Sette grandi, preoccupati dell‘effetto nocivo dell‘eccessiva volatilità dei cambi sulla stabilità economica e finanziaria, è una nota del commissario per l‘International Monetary and Financial Committee (Imfc), comitato strategico del Fondo guidato da Tommaso Padoa-Schioppa.

“I recenti movimenti dei tassi di cambio sono fonte di preoccupazione, l‘aumento di volatilità che ha accompagnato la turbolenza finanziaria indica il rischio di sforamento” dice la nota.

“In termini reali il tasso di cambio dell‘euro sta raggiungendo un livello su cui non è chiaramente più in linea ai fondamentali dell‘economia” aggiunge.

Almunia ricorda poi che l‘Europa guarda “con molta attenzione” al messaggio in più occasioni ribadito dalle autorità Usa, secondo cui una valuta forte è nell‘interesse degli Stati Uniti.

Più in generale, a parere del commissario gli squilibri globali non sono stati ancora affrontati in maniera soddisfacente, come si vede di fronte al lieve calo del passivo corrente Usa non accompagnato da una riduzione dell‘avanzo commerciale in Cina, Giappone e altri mercati emergenti.

“In modo da contribuire meglio al ribilanciamento degli squilibri globali delle partite correnti le valute dei paesi con il maggiore attivo corrente dovrebbero apprezzarsi in maniera più significativa in termini reali” dice.

Rivolgendosi sempre all‘Imfc, il numero uno Ecofin sceglie invece di porre l‘accento sulle pressioni inflative.

“Tenendo conto delle recenti fiammate di greggio e alimentari, sulle prospettive per l‘inflazione europea 2008 ci sono rischi al rialzo, mentre nella parte finale dell‘anno il costo della vita dovrebbe gradualmente rientrare grazie a spinte meno forti derivanti dalle materie prime” spiega.

”In un contesto del genere si dovrebbe garantire che l‘inflazione indotta dai rincari di greggio, alimentari e altre materie prime, non arrivi a incorporarsi alle aspettative sui prezzi al consumo.

Bajuk torna infine a sottolineare l‘importanza di evitare i temuti effetti ‘second-round’ - l‘innescarsi di una spirale tra salari e prezzi - anche alla luce dell‘elevata percentuale di utilizzo degli impianti e di un mercato del lavoro piuttosto rigido, elementi a propria volta fonte di inflazione.

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