13 giugno 2008 / 06:19 / tra 9 anni

Petrolio, Bce boccia interventi di politica tributaria

di Giselda Vagnoni

<p>Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet REUTERS/Irving Villegas</p>

ROMA (Reuters) - La Banca centrale europea invita gli Stati membri dell‘Unione a non distorcere il mercato utilizzando strumenti fiscali per mitigare l‘aumento dei prezzi del petrolio.

“Le politiche tributarie non sono un mezzo adeguato per contrastare i rincari delle materie prime, petrolifere e non, poichè intervenendo su questo fronte si trasmetterebbero segnali errati tanto ai produttori quanto ai consumatori, causando distorsioni sui mercati”, si legge nell‘ultimo Bollettino.

La presa di posizione della Bce arriva a una settimana dal summit Ue che discuterà di come attenuare l‘impatto sui consumatori dell‘incremento dei combustibili e sembra voler scoraggiare proposte quale quella del ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, di una tassa sugli extra profitti realizzati dai petrolieri da distribuire poi alle fasce della popolazione più colpite dall‘inflazione.

Altrettanto critica appare la Bce nei confronti di manovre sull‘Iva o sul congelamento delle accise cui ha fatto cenno in sede europea, tra gli altri, il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola.

Per aiutare i consumatori europei a fronteggiare il carovita la Bce invita, invece, gli Stati membri a rimuovere gli “ostacoli alla concorrenza in diversi stadi della catena di approvvigionamento alimentare nei settori del commercio al dettaglio e della distribuzione”.

Sbagliato sarebbe, poi, creare “forme di indicizzazione delle retribuzioni nominali ai prezzi al consumo che comporterebbero il rischio di shock al rialzo sull‘inflazione”.

I corsi petroliferi hanno raggiunto quotazioni di oltre il 30% superiori a quelle di inizio anno (oggi il greggio Nymex Usa quota 134,38 dlr/barile) e le quotazioni dovrebbero mantenersi su livelli elevati rispetto ai parametri storici. Il Bollettino sottolinea che “gli operatori prevedono prezzi attorno ai 124 dollari a dicembre 2009, ma l‘incertezza reesta molto elevata”.

In partenza per la riunione del G7 finanziario di Osaka, Tremonti ha detto al WSJ che intende proporre in Giappone l‘innalzamento del livello dei depositi necessari a operare sul mercato dei derivati per scoraggiare la speculazione sul greggio.

ITALIA VELOCIZZI PERCORSO DI RISANAMENTO

La Bce ribadisce anche nel Bollettino mensile di giugno che l‘Italia dovrebbe velocizzare il suo percorso di risanamento, puntando all‘equilibrio già nel 2010, invece che nel 2011.

Le previsioni della Commmissione Ue, invece, - ricordano gli economisti di Francoforte - sono di una “moderata” flessione del debito pubblico, che rischia di essere l‘unico sopra il 100% nel 2009, e di un peggioramento dello 0,4% del deficit/Pil.

“E’ indispensabile che i paesi dell‘area dell‘euro che non hanno ancora raggiunto i loro Omt rispettino il valore di riferimento dello 0,5% del Pil annuo previsto per il risanamento strutturale, perseguendo quindi azioni di riequilibrio sufficienti per conseguire l‘Omt al più tardi nel 2010”, si legge nel Bollettino.

“Ciò comporta che i paesi che, secondo le proiezioni, non riescono a ottemperare ai requisiti, debbano accelerare gli sforzi di consolidamento. Si tratta di un intervento particolarmente urgente dal momento che alcuni paesi hanno un margine di manovra scarso o nullo, essendo già prossimi al valore di riferimento del 3% del Pil (in particolare la Francia, ma anche la Grecia, l‘Italia e il Portogallo”.

Il precedente governo di centrosinistra ha fissato per l‘anno in corso un obiettivo di deficit pari al 2,4% dall‘1,9% nel 2007 ma questo target sembra già peggiorato al 2,5% secondo fonti vicine al governo.

Per il 2009 l‘obiettivo governativo è di un debito/pil al 101,8%.

Ad aprile la Commissione di Bruxelles ha indicato per l‘Italia un deficit al 2,3% per l‘anno in corso e al 2,4% per il 2009.

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