14 aprile 2008 / 06:22 / tra 10 anni

Fmi, ok comitato strategico a riforma diritti voto, fiducia Dsk

WASHINGTON (Reuters) - Il comitato strategico del Fondo monetario (IMFC) guidato da Tommaso Padoa-Schioppa ha approvato ieri sera la riforma dei diritti di voto dei paesi azionisti, che sposta una piccola parte del potere dalle nazioni avanzate a quelle emergenti.

<p>Una immagine della sala conferenze prima del meeting dell'International Monetary and Financial Committee (IMFC) a Washington. REUTERS/Yuri Gripas</p>

“La riforma del Fondo è stata pienamente approvata dai ministri sia per quanto riguarda le quote e i diritti di voto e il modello per il reddito” ha detto Padoa-Schioppa nella conferenza stampa al termine della riunione dell‘International monetary and financial committee.

“La crisi finanziaria ha aiutato la concentrazione sulla riforma”, ha aggiunto il ministro.

La riforma deve ora raggiungere l‘85% dei consensi nella procedura di voto per posta da parte di tutti i 185 paesi azionisti entro fine aprile per essere definitivamente approvata.

VOTO GOVERNATORI DEVE RAGGIUNGERE MAGGIORANZA 85%

Dopo una certa cautela manifestata qualche giorno prima, il numero uno del Fondo, Dominique Strauss-Kahn, ha detto di credere in un esito positivo di questo ultimo passaggio formale.

“India, Brasile sono così felici della riforma... approvano il fatto che il Fondo si stia muovendo” ha detto il direttore generale dell‘Fmi.

“Dobbiamo aspettare il 28 aprile, ma oggi sono più fiducioso anche di qualche giorno fa... le chance di non raggiungere [la maggioranza] dell‘85% mi sembrano ridotte” ha aggiunto, notando che la riforma delle quote è riuscita a ottenere ampio consenso sia tra i paesi avanzati che parte degli emergenti.

Attraverso l‘utilizzo di una nuova formula per il calcolo delle quote elaborata dagli esperti del Fondo, la riforma aumenta i poteri di voto di alcuni economie emergenti - come Cina, India, Brasile, Messico e Corea del Sud - ma ne scontenta altre, riducendo il peso di Russia, Egitto, Arabia Saudita, Venezuela, Argentina, Cile e Sud Africa. L‘Italia - insieme a Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti - vede calare leggermente i propri diritti di voto, mentre il Giappone è l‘unico paese industrializzato che guadagna peso.

“Il Comitato accoglie con favore l‘accordo dell‘executive board sul pacchetto di riforme su quote e voice come un contributo importante per aumentare la credibilità e la legittimità del Fondo, in linea con gli obiettivi fissati agli Annual meetings di Singapore nel 2006” si legge nel comunicato finale dell‘IMFC.

“Il pacchetto di riforme è orientato al futuro nel chiedere che l‘executive board raccomandi ulteriori riallineamenti delle quote nel contesto delle prossime revisioni generali delle quote”, dice ancora il testo pubblicato dall‘IMFC.

L‘IMFC ha approvato oggi anche il nuovo modello di reddito del Fondo che ne razionalizza spese ed voci di entrata, prevedendo, tra le altre misure, la vendita di parte delle riserve d‘oro dell‘Fmi.

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