13 luglio 2008 / 08:39 / tra 9 anni

Greggio arriva sopra quota 147 dollari, poi ritraccia

NEW YORK (Reuters) - I prezzi del petrolio hanno registrato un balzo di 5 dollari oggi raggiungendo una quota record, oltre i 147 dollari a barile, tra timori crescenti di minacce alle forniture dall‘Iran e dalla Nigeria e per uno sciopero la settimana prossima dei lavoratori del settore petrolifero in Brasile.

<p>Immagine d'archivio di un campione di greggio. REUTERS/Miraflores Palace/Handout (VENEZUELA)</p>

I forti guadagni registrati all‘inizio delle contrattazioni sono comunque poi calati nel corso della giornata, mentre i dealer si concentravano sull‘inquieta situazione dell‘economia Usa, che ha già provocato una significativa riduzione del consumo petrolifero nel paese, il maggiore consumatore di energia del mondo.

Il greggio Usa saliva alle 20.27 (ora italiana) di 3,25 dollari, raggiungendo i 144,90 dollari al barile, dopo aver raggiunto in precedenza la quota di 147,27 dollari.

Ieri il greggio americano era salito di 5,60 dollari in una fiammata di acquisti in fine giornata.

Il Brent inglese era in rialzo di 2,41 dollari, a 144.44 dollari al barile.

“Il mercato è così sensibile oggi sull‘Iran, la Nigeria e il Brasile”, ha detto un trader della New York Mercantile Exchange, dove si scambiano i futures sul petrolio Usa.

“Ma si può anche vedere una consistente scivolata dei prezzi azionari, e ciò sta inducendo qualche timore tra i trader del settore petrolifero”.

Una serie di test missilistici in Iran, il quarto maggiore esportatore mondiale di greggio, negli ultimi due giorni - mentre sale la tensione con gli Usa e Israele - ha destato le preoccupazioni dei mercati.

L‘Iran ha minacciato di attaccare Tel Aviv, come anche gli interessi Usa in una fondamentale rotta di trasporti marittimi, se venisse attaccato a causa del proprio programma nucleare, mentre i pesi occidentali temono che Teheran stia fabbricando armi atomiche.

In aggiunta alle agitazioni geopolitiche, il principale gruppo militante della regione petrolifera della Nigeria ha annunciato l‘abbandono del cessate-il-fuoco per protestare contro l‘offerta della Gran Bretagna di combattere l‘illegalità nell‘area.

Gli attacchi dei ribelli contro un‘infrastruttura petrolifera in Nigeria, ottavo maggior esportatore mondiale, hanno contribuito all‘aumento di quasi il 50% del prezzi del petrolio nel 2008.

I lavoratori della brasiliana Petrobras sciopereranno invece per cinque giorni la prossima settimana. L‘astensione dal lavoro colpirà tutte le 42 piattaforme petrolifere marine del bacino di Campos, che rappresenta oltre l‘80% della produzione giornaliera del Brasile di circa 1,8 milioni di barile, ha detto un rappresentante sindacale.

I prezzi del petrolio sono aumentati di sette volte dal 2002, mentre la Cina e altre economie emergenti stanno fortemente aumentando la domanda. E gli investitori hanno cominciato recentemente a rivolgersi verso il petrolio e altre commodity come una barriera contro l‘inflazione crescente e l‘indebolimento del dollaro.

I prezzi petroliferi hanno continuato a crescere nonostante gli sforzi dell‘Arabia saudita, l‘esportatore numero uno, di alzare la produzione al livello più alto da 30 anni nel tentativo di contenere gli aumenti.

Il ministro del Petrolio del Qatar Abdullah al-Attiyah ha detto oggi a Reuters di non vedere domanda per il greggio supplementare che l‘Arabia Saudita si è impegnata a pompare.

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