12 giugno 2008 / 06:53 / 9 anni fa

Draghi,bassi tassi hanno contribuito a crisi finanziaria

ROMA (Reuters) - Le banche centrali dovrebbero trarre una lezione dal quadro di bassi tassi di interesse e credito facile che ha contribuito alla crisi finanziaria innescata dai mutui subprime Usa.

<p>Il governatore di Bankitalia Mario Draghi REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

E’ quanto sostiene Mario Draghi, governatore della Banca d‘Italia e membro del consiglio della Bce, in un discorso tenuto ad Amsterdam per l‘Associazione olandese delle banche estere.

Draghi ritiene che le banche centrali non siano riuscite a mitigare del tutto le tensioni sui mercati monetari e, pur definendosi “ansiosamente ottimista”, avverte che non è chiaro se si sia toccato il fondo della crisi.

“La situazione potrebbe ancora peggiorare”, si legge nel testo del discorso in italiano diffuso ai giornalisti.

Per il presidente del Financial stability forum, le banche centrali “hanno tratto importanti lezioni dalla crisi”.

“Il livello eccezionalmente basso dei tassi di interesse negli anni scorsi aveva contribuito alla crescita eccessiva della liquidità, al mispricing dei diversi strumenti finanziari, ad allocare il rischio in maniera efficiente”, ha detto Draghi.

“Le banche centrali dovrebbero considerare questi effetti al momento di fissare i tassi di riferimento della politica monetaria. Nel nuovo contesto finanziario la politica monetaria ha un legame sempre più stretto con la stabilità finanziaria, che le banche centrali non possono più trascurare”.

Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet la settimana scorsa ha sorpreso i mercati annunciando per il mese prossimo un probabile aumento del tasso europeo fermo al 4% da circa un anno.

Dopo aver osservato che “le banche centrali devono vagliare l‘evoluzione di un ampio insieme di indicatori, oltre all‘andamento dell‘inflazione”, Draghi sottolinea come “il framework di politica monetaria della Bce si distingue per il suo ampio grado di articolazione”.

COSTI SALVATAGGI RICADANO SOPRATTUTTO SU SOCI E MANAGER

Le banche centrali hanno svolto un “ruolo cruciale nella gestione della crisi”, ma “non hanno potuto attenuare le tensioni sui mercati monetari”.

“E’ ormai chiaro”, prosegue Draghi, “che alla radice del problema vi sono le forti incertezze sulla qualità di prodotti finanziari di ammontare pari a migliaia di miliardi di dollari”.

Sulle condizioni di fondo dei mercati potrebbero ripercuotersi negativamente un deterioramento del ciclo economico e ulteriori riduzioni dei valori immobiliari.

“Un aumento delle perdite potrebbe rendere i primary broker riluttanti ad assumere rischi di controparte, inducendoli a fissare margin requirements più elevati, che potrebbero costringere gli hedge funds a liquidare posizioni di ingente valore. Ciò potrebbe provocare una nuova andata di vendite e accentuare le pressioni al ribasso sui prezzi dei titoli”.

Un ulteriore aspetto che richiederà un‘attenta valutazione da parte delle banche centrali, secondo Draghi, è l‘azzardo morale.

“Gli interventi in favore di singoli intermediari con rilevanza sistemica comportano un costo, in quanto potrebbero incoraggiare l‘assunzione di rischio da parte di altre banche”, dice il governatore riferendosi al salvataggio dell‘istituto britannico Northern Rock e della statunitense Bear Stearns da parte della Federal Reserve attraverso Jp Morgan.

“Per contenere l‘onere regolamentare che può associarsi all‘estensione del safety net garantito dalle banche centrali, il costo dei salvataggi deve ricadere quanto più possibile sugli azionisti e sui massimi dirigenti delle banche in crisi”.

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