12 giugno 2008 / 06:53 / 9 anni fa

Benzina, Antitrust chiede liberalizzazioni. Faib: separare rete

ROMA (Reuters) - L‘Antitrust chiede di liberalizzare le norme sui distributori di benzina e sull‘accesso al prodotto raffinato, i benzinai rispondono che bisogna separare rete di distribuzione dalla produzione della benzina.

La segnalazione dell‘Autorità garante della concorrenza e del mercato al governo e al Parlamento sulle liberalizzazioni nei vari settori ha provocato la reazione della Faib, la principale organizzazione dei benzinai, aderente alla Confesercenti.

L‘Antitrust questa mattina aveva detto che “il regime di disciplina della distribuzione dei carburanti deve essere liberalizzato: le rigidità e le inefficienze della struttura distributiva incidono, infatti, sul costo finale dei carburanti, con effetti che interessano l‘intero sistema economico. Vanno quindi eliminati i vincoli relativi alle distanze minime, alle superfici minime e agli standard qualitativi. Occorre inoltre liberalizzare gli orari massimi di apertura e rafforzare la competitività degli operatori di impianti di distribuzione non integrati a monte con la raffinazione e la logistica. A questo fine vanno valutati interventi normativi che obblighino i titolari di infrastrutture logistiche a riservare a terzi una quota della capacità complessiva dei rispettivi depositi e inducano i soggetti che controllano gli impianti di raffinazione di prodotti petroliferi a cedere quantitativi di prodotto, in particolare a operatori di minori dimensioni che non siano in grado di approvvigionarsi sul mercato internazionale”.

La nota della Faib commenta che “l‘Antitrust gira il coltello nella ferita della situazione della rete distributiva dei carburanti e della liberalizzazione. Occorre però ricordare che il Parlamento aveva già avviato un processo di riforma: resta però ancora da stabilire il punto di snodo che potrebbe essere la separazione della rete attraverso un intervento in grado di interrompere l‘oligopolio delle compagnie petrolifere, dando ai gestori la libertà di rifornirsi liberamente sul mercato. L‘apertura della distribuzione di carburanti alla grande distribuzione, di cui tanto si dibatte, non farebbe altro che favorire le aree ricche del Paese discriminando zone commercialmente meno appetibili, prevalentemente nel sud del Paese, che finirebbero così con il pagare per tutti il caro-benzina”.

Le proteste europee di camionisti e pescatori contro il caro-benzina interessano sempre più anche il nostro Paese. Mentre per gli autotrasportatori si attendono le evoluzioni delle trattative con il ministro dello Sviluppo economico e quello delle Infrastrutture e trasporti, continuano le proteste dei pescatori.

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