10 aprile 2008 / 15:01 / 10 anni fa

Italia: produzione febbraio sopra attese, ma trend debole

MILANO (Reuters) - E’ risultato leggermente inferiore alle attese il calo della produzione industriale italiana in febbraio e ciò porterà come elemento positivo un primo trimestre in rialzo dopo il netto ribasso del quarto trimestre del 2007.

Ma gli economisti non sono per nulla ottimisti e leggono questo dato solo come un rimbalzo di natura tecnica, mentre il trend sottostante della produzione resta piuttosto debole.

La produzione industriale in febbraio in termini destagionalizzati è scesa dello 0,2% su mese da +1,2% in gennaio, rivisto da +1,3%. Ha detto oggi l‘Istat.

La produzione su anno corretta per calendario ha invece visto un calo dello 0,8% da +0,2% in gennaio, rivisto da +0,5%.

La mediana delle stime di 28 economisti indicava un calo dello 0,4% su mese, in un range di previsioni tra -1,3% e +0,5%, e un ribasso dello 0,6% su anno, corretto per il calendario.

“Anche se il dato è leggermente migliore del consensus, guardando il disaggredato emerge comunque un dato non buono” dice Paolo Mameli, economista di Intresa SanPaolo. “Infatti il contributo al miglioramento viene dall‘energia (+0,5%) che però è un dato volatile. I dati più importanti per la produzione - quelli dei beni di consumo, dei beni intermedi e dei beni capitali - sono invece tutti non buoni”.

DOMANDA PER CONSUMI MOLTO DEBOLE

Il peggior dato del breakdown è quello relativo alla produzione dei beni di consumo con un -2,6%.

“È sorprendente il calo dei beni di consumo, segno della debolezza della domanda interna italiana” dice Luigi Speranza di Bnp Paribas. “Ciò espone l‘economia italiana a una maggiore fragilità, visto che c’è anche il problema della diminuzione dell‘export a causa del rallentamento mondiale”.

Diversi i motivi alla base della debolezza della produzione, dicono gli economisti.

Da una parte la domanda al consumo è gravata dallo choc inflattivo e dai tassi alti, in particolare quelli di mercato che incidono sulle rate dei mutui. Dall‘altra le imprese sono frenate anche dall‘aumento dei prezzi delle materie prime e dell‘energia, l‘apprezzamento dell‘euro oltre al rallentamento mondiale. “Tutti fattori comuni a tutti i paesi della zona euro, ma Francia, Germania e Spagna resistono, l‘Italia è in calo” dice Speranza.

Segnali negativi venivano del resto anche dalle recenti survey. Tra gli altri l‘indice Pmi manifattura ha segnato un minimo di due anni a 50,6 in febbraio, con il sottoindice relativo agli ordinativi in contrazione per due mesi di fila.

PRIMO TRIMESTRE VISTO IN RIMBALZO TECNICO MA TREND DEBOLE

Quanto meno, dicono gli economisti, il dato di oggi e soprattutto il dato positivo di gennaio serviranno a tenere il valore trimestrale in territorio positivo, anche se lievissimamente, e a sostenere anche il Pil del primo trimestre qualche decimo sopra lo zero.

In serata Confindustria ha detto di stimare una produzione industriale in crescita nel primo trimestre dell‘1,5% su trimestre e dello 0,7% su anno e di vedere il Pil in rialzo nei primi tre mesi dell‘anno, evitando per ora la recessione.

Sempre stasera l‘Isae ha detto di stimare per marzo una produzione ferma, a cui seguirà un -0,4% in aprile e un +0,1% maggio, e di vedere un +0,8% nel primo trimestre.

“La mia stima per la produzione nel primo trimestre è di un robusto +1,0%, grazie al buon dato di gennaio, pur rivisto” dice Speranza. “Ma lo valuto un rimbalzo di sola natura tecnica. Prevedo poi un segno negativo nel secondo trimestre e solo successivamente una stabilizzazione poco sopra lo zero. Il Pil dell‘intero anno lo vedo allo 0,1%”.

Il Fmi ha stimato ieri la crescita del Pil dell‘Italia allo 0,3% quest‘anno.

“Ci sono diversi fattori che lasciano pensare che questo rimbalzo tecnico della produzione industriale del primo trimestre non sia sostenibile” dice Chiara Corsa di Unicredit Mib. “Nel primo trimestre ci sarà comunque quella boccata di ossigeno, che ci permetterà di evitare una recessione in senso tecnico, ma si tratta di una parentesi perché poi il trend si assesterà su livelli più bassi”.

La produzione industriale di febbraio in Germania è cresciuta dello 0,4% su mese contro attese di un calo dello 0,5% in febbraio dall‘1,4% di gennaio. In Francia sempre a febbraio la produzione mensile è salita dello 0,3% contro stime di un dato invariato. In Spagna è cresciuta in febbraio dell‘1,8% - dato su anno - dopo il +0,3% di gennaio.

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