11 giugno 2008 / 06:18 / 10 anni fa

Contratti, primo round trattativa, Cgil: sarà dura

ROMA (Reuters) - Il primo incontro di oggi fra sindacati e Confindustria, finalizzato ad avviare una trattativa sulla riforma del modello contrattuale, è servito a stilare un calendario di incontri e a fissare una scadenza per il raggiungimento di una intesa: fine settembre.

L‘obbiettivo è riformare l‘attuale sistema ridefinendo i confini del contratto nazionale e valorizzando quello di secondo livello (territoriale e aziendale).

Il sindacato parte diviso e il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, avvisa che la trattativa sarà “dura” e che la sua organizzazione “non dirà mai sì ad un accordo qualunque”.

Soddisfatti, almeno sul metodo Cisl e Uil così come la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Il prossimo incontro è stato fissato per il 18 giugno per poi procedere, a ritmi serrati, fino al 30 settembre.

“La riunione è andata come doveva andare. Abbiamo due mesi per vedere se si può convergere sulle regole oppure no. Non è stato neanche un inizio, il confronto sarà duro”, ha spiegato Epifani al termine dell‘incontro durato meno di due ore.

Entusiasta si è presentato invece il leader della Uil, Luigi Angeletti, che nel pomeriggio aveva auspicato una conclusione della trattativa per il 23 luglio - la stessa data dell‘accordo sulla politica dei redditi del 1993 che il nuovo accordo dovrebbe sostituire -. “E’ stato un ottimo inizio”, ha detto.

Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl ha parlato di “un interesse fortissimo da parte di tutti a definire un itinerario che porti ad un accordo. Mi pare che si parta con il piede giusto”.

Moderato ottimismo anche da parte di Marcegaglia secondo la quale “al momento la trattativa è ripartita e questa è una svolta importante. Il ritmo sarà serrato e partiremo dalla parte cruciale che è l‘assetto contrattuale”.

Epifani, prima di incontrare la delegazione di Confindustria, aveva detto che il sindacato si confronterà con gli industriali sulla base della piattaforma unitaria approvata il mese scorso e che nella trattativa il ruolo del governo deve essere quello di “regolatore”.

Questa mattina il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi si era augurato tempi brevi e disponibilità a trattare, soprattutto da parte della Cgil: “Mi auguro che facciano presto e che la Cgil vorrà riflettere e ascoltare di più senza interpretare le nostre proposte in termini di pregiudizio”.

Confindustria e sindacati avevano già tentato di avviare un confronto sulla riforma contrattuale, ma la Cgil si alzò dal tavolo. Il nodo riguarda lo spazio da assegnare al contratto nazionale, oggi largamente prevalente, a fronte della necessità di dare maggiore impulso a quello di secondo livello.

I sindacati, dopo una lunga trattativa interna, hanno presentato una piattaforma comune sulla riforma.

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