8 maggio 2008 / 06:26 / tra 10 anni

Contratti, sindacati approvano riforma modello - portavoce Cisl

ROMA (Reuters) - Le segreterie di Cigl, Cisl e Uil hanno approvato questo pomeriggio il documento sulla riforma del modello contrattuale, riferisce un portavoce della Cisl.

Le novità riguardano la cadenza triennale del Contratto nazionale di lavoro, una nuova garanzia contro l‘inflazione “ragionevolmente prevedibile” e la possibilità che con il Ccnl venga indicata una quota economica minima per la contrattazione decentrata che potrà continuare ad essere aziendale o territoriale.

Per quello che riguarda la rappresentanza, Cgil Cisl e Uil delegano al Cnel, sulla base dei dati Inps, di certificare i rapporti di forza fra le diverse organizzazioni e i risultati delle elezioni nei luoghi di lavoro.

“La riunione delle segreterie è finita il documento è stato approvato”, ha detto il portavoce Cisl Salvo Guglielmino.

Le linee di riforma del modello contrattuale, approvate oggi, hanno avuto una gestazione molto lunga a causa della diversità di posizione fra le diverse organizzazioni e deve comunque essere ancora discusso con le controparti, le associazioni degli imprenditori.

I sindacati propongono innanzitutto uno sfoltimento della giungla contrattuale con accorpamenti di contratti nazionali omogenei.

Chiedono che al Ccnl, che avrà cadenza triennale sia per la parte economica (oggi biennale) sia per quella normativa (oggi quadriennale), venga riservato il compito di garantire la difesa del potere d‘acquisto utilizzando il “concetto di inflazione realisticamente prevedibile” e prevedendo meccanismi di recupero certi e una revisione degli indicatori dell‘aumento dei prezzi.

I contratti nazionali inoltre, “potranno prevedere che la contrattazione salariale del secondo livello si sviluppi a partire da una quota di aumento minima fissata dagli stessi Ccnl”, in modo da garantire anche nelle aziende più piccole dove il sindacato è debole incrementi salariali.

I sindacati chiedono che le trattative per i rinnovi partano sei mesi prima delle scadenze e che i nuovi minimi, eventualmente decisi, abbiano decorrenza dalla data di scadenza dei vecchi contratti.

Alla contrattazione decentrata viene demandato il compito “di redistribuire la produttività”.

Cgil, Cisl e Uil non hanno sciolto la scelta sul secondo livello di contrattazione che potrà continuare a essere, sia aziendale che territoriale. Quest‘ultimo, poi, a seconda dei casi, potrà essere regionale, provinciale, settoriale, di filiera, di comparto, di distretto, di sito. Lo stabiliranno i vari Ccnl.

La contrattazione “accrescitiva” di secondo livello, chiedono i sindacati, dovrebbe essere incentrata sul salario per obiettivi rispetto a parametri di produttività, qualità, redditività, efficienza, efficacia.

A proposito delle procedure per l‘accettazione degli accordi, il documento sottoscritto oggi prevede che, per le intese a “valenza generale”, queste siano sottoposte a referendum certificato come è accaduto in occasione della più recente riforma pensionistica.

Per gli accordi siglati a livello di categoria saranno i sindacati di settore a scrivere i regolamenti per le procedure di approvazione delle intese raggiunte con le controparti..

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