11 luglio 2008 / 06:23 / 9 anni fa

Italia, produzione maggio cala oltre attese in Ue debole

<p>Immagine d'archivio di operai al lavoro in una azienda italiana. REUTERS/Robin Pomeroy (ITALY)</p>

di Irene Chiappisi

MILANO (Reuters) - Il calo della produzione industriale italiana in maggio, più ampio delle attese, si inserisce in un contesto di debolezza europea dovuto solo in parte allo sfavorevole effetto di calendario determinato dal ponte del primo maggio e dal rimbalzo di aprile.

La produzione ha registrato in maggio una contrazione congiunturale dell‘1,4% e una flessione del 4,1% su base tendenziale a fronte di attese per un calo di 0,6% su mese e una flessione di 0,9% su anno.

Lo ha comunicato oggi Istat, precisando che il dato congiunturale di aprile è stato rivisto al ribasso a +0,4% dal pecedente +0,7%. Quello tendenziale al rialzo a +2,4% da +2%.

“C’è stata una correzione tecnica dal rialzo di aprile che però si inserisce in un trend sottostante di debolezza comune ai principali paesi della zona euro” dice Marco Valli di Unicredit Mib.

Allarmata la Confindustria che per bocca del presidente Emma Marcegaglia ha commentato: “è un dato molto brutto”.

“Da tempo sottolineiamo che l‘economia sta andando male. C’è preoccupazione massima” ha detto.

Secondo Isae, al risultato di maggio hanno contribuito cali dei ritmi produttivi diffusi in pressoché tutti i comparti.

CONTESTO EUROPEO DI DEBOLEZZA

I dati provenienti dai principali paesi della zona euro, confermano quindi un trend di effettiva debolezza che va al di là del negativo effetto di calendario.

“Mi sembra un dato piuttosto negativo, un po’ in linea con quello che abbiamo visto da Francia e Germania” dice Luigi Speranza di Bnp Paribas.

“Il brusco calo di oggi della produzione industriale di Francia e Italia fa seguito al marcato calo di Germania e Spagna e indica chiaramente che lo sfavorevole effetto di calendario ha pesato sulla lettura mensile. Tuttavia il diffuso deterioramento della fiducia visto di recente indica che parte della debolezza è genuina” dice ancora Valli.

La produzione tedesca di maggio ha visto un calo del 2,4% rispetto alle attese per un rialzo dello 0,4%. La variazione di aprile è stata corretta a -0,2% da -0,8%.

Il dato francese indica invece un calo del 2,6% su mese rispetto aalla previsione di un più limitato -0,5%.

“La produzione industriale della zona euro, che sarà pubblicata lunedì, vedrà probabilmente un calo marcato, non meno del 2% su mese” dice ancora Valli.

Per quanto riguarda le stime sul Pil della zona euro, le attese sono per una stagnazione.

“Nel complesso, si prevede che il Pil nella zona euro ristagni nel secondo trimestre, per poi crescere a un ritmo non superiore allo 0,3% sia nel terzo che nel quarto” si legge in una pubblicazione congiunta di Ifo, Insee e Isae.

Riguardo le prossime cifre sulla produzione industriale italiana, Isae stima un rialzo congiunturale dello 0,2% a giugno, un seguente calo in luglio dello 0,6%. Ad agosto si dovrebbe assistere ad una nuova, più consistente accelerazione del 2,4%. Isae precisa però che la stima per quest‘ultimo mese, tradizionalmente affetto da forte irregolarità, è soggetta a maggiore incertezza.

“Sulla base di questa stima, nel secondo trimestre la produzione si ridurrebbe dello 0,6% rispetto al primo”, dice la nota dell‘istituto.

Il Centro studi di Confindustria stima a giugno un rialzo superiore rispetto a Isae, pari a +0,9% su mese, che porterebbe per il secondo trimestre la produzione a una contrazione congiunturale dello 0,4%.

RISCHI AL RIBASSO PER PIL TRIM2, PESA REVISIONE APRILE

Il dato di oggi, specie alla luce della revisione al ribasso del balzo di aprile, comporta dei rischi per il Pil italiano.

“È stato rivisto al ribasso il dato di aprile, quindi il quadro è peggiore di quello che avevamo in mente. Il dato conferma il pessimismo e sembra far propendere per un tasso di crescita negativo del Pil del secondo trimestre” dice Speranza.

“Anche la revisione di aprile peserà al ribasso sul Pil del secondo trimestre. Al momento restiamo della nostra idea: vediamo il Pil del secondo trimestre a zero, anche se adesso si sono delineati chiaramente maggiori rischi al ribasso” dice Valli.

Anche le stime di Ref sono per un dato piatto con rischi al ribasso. “Le nostre stime su giugno suggeriscono un secondo trimestre piatto, senza recupero, e non è un buon segnale per il Pil. Inoltre i livelli di scorte delle aziende sono aumentati e vanno smaltiti prima di riprendere la produzione” dice Valentina Ferraris.

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