5 giugno 2008 / 06:20 / tra 10 anni

Italia, Ocse: Pil 2008 rallenta a 0,5%, no a politiche espansive

MILANO (Reuters) - Quest‘anno la crescita italiana rallenterà ben al di sotto del potenziale, per tentare il recupero nel 2009, e il saldo di bilancio si deteriorerà, dopo la riduzione significativa del deficit strutturale registrata nei due anni passati. In questo scenario è fondamentale che il nuovo governo prosegua il consolidamento di bilancio ed eviti misure espansive che vadano oltre l‘utilizzo degli stabilizzatori.

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. REUTERS/Francois Lenoir (Belgio)</p>

E’ questa la ricetta dell‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che pubblica oggi il suo Economic outlook semestrale.

“Con il rallentamento dell‘economia, il governo dovrebbe mantenere il controllo della spesa ed evitare di andare oltre l‘utilizzo degli stabilizzatori automatici” scrive l‘Ocse.

“Il debito pubblico è così elevato che un allentamento ulteriore [della politica fiscale] difficilmente avrebbe un effetto positivo sostenuto sulla domanda”.

Per il 2008 l‘Ocse vede per una crescita di 0,5%, in deciso ribasso rispetto all‘1,3% indicato nell‘Outlook di dicembre. Per l‘anno seguente l‘organizzazione internazionale vede una lieve accelerazione del Pil a 0,9% (1,3% indicato nell‘Outlook di dicembre).

“La crescita potrebbe rivelarsi inferiore alle proiezioni nel 2008, ma è possibile un recupero più forte nel 2009”, grazie a una ripresa degli investimenti, si legge nell‘Outlook indicando rischi simmetrici sulle previsioni di quest‘anno e il prossimo.

Riguardo ai conti pubblici, la nuova previsione è di un deficit in risalita a 2,5% nel 2008 da 1,9% del Pil di fine 2007 (2,3% indicato nell‘Outlook di dicembre). Nel 2009 il disavanzo è proiettato a 2,7% del Pil (2,0% di dicembre).

“La posizione di bilancio dovrebbe deteriorarsi nel 2008 riflettendo sia una crescita più lenta, sia gli effetti di misure che aumentano il deficit previste dalla Finanziaria” si legge nell‘Outlook.

I tagli fiscali applicati dal precedente governo “potrebbero essere oggetto di rimpianto se i recenti miglioramenti nella raccolta fiscale e il conseguente ampliamento della base fiscale non saranno consolidati” dice l‘Ocse riferendosi alla riduzione dell‘Ici e al taglio dell‘Irap decisi dall‘esecutivo Prodi.

L‘organizzazione con sede a Parigi sottolinea, poi, il rischio che la disoccupazione segni un rialzo dopo un andamento discendente che continua dal 2002. La previsione per il tasso di disoccupazione (calcolato come quoziente dei disoccupati in rapporto alla forza lavoro) indica una lieve salita a 6,2% nel 2008 da 6,1% dell‘anno scorso. Nel 2009 è atteso un aumento ulteriore a 6,5%.

Da ultimo, un messaggio positivo sull‘andamento dell‘inflazione che dovrebbe rallentare a partire dall‘autunno, aiutando un recupero della crescita. L‘Ocse prevede che il tasso di inflazione armonizzata risulti in media a 3,6% nel 2008, per calare a 2,1% nel 2009.

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