3 giugno 2008 / 16:30 / 10 anni fa

Italia, Tremonti: Robin Hood Tax greggio possibile in Dpef

LUSSEMBURGO (Reuters) - In tempi straordinari come quelli attuali, di fronte all‘aumento del costo della vita e ai profitti straordinari delle compagnie petrolifere, è ragionevole valutare nuove forme di imposizione fiscale di natura “etica”.

<p>Giulio Tremonti in una foto d'archivio. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

Così il ministro dell‘Economia italiano Giulio Tremonti illustra e sostiene in sede europea la proposta di tassare gli utili delle compagnie di produzione e distribuzione di carburante con una nuova “Robin Hood Tax”.

Ancora allo studio e in via di definizione, spiega il ministro nella conferenza stampa al termine del consiglio Ecofin, in termini di tempistica la misura potrebbe già essere inclusa nel “provvedimento legislativo triennale con una parte dedicata alla stabilità finanziaria e l‘altra al rilancio della crescita” da accompagnare al Dpef di luglio.

“Dateci tempo: ne stiamo discutendo... assicureremo una tassa generalizzata e non distorsiva, sono convinto che sia giusto e lo faremo” dice.

Sottolineando che l‘esecutivo mira a non introdurre nuove imposte e fermandosi lungamente sul tema della fase ciclica particolarmente delicata, in cui “la crisi è globale ma l‘impatto locale e sociale”, il ministro definisce questa forma di tassazione una misura “etica”.

“Tra il prezzo alla pompa e quello a monte sta in mezzo un barile con sopra la bottiglia di champagne della speculazione”, continua.

Ai cronisti curiosi di sapere se Robin Hood non tema ostacoli da parte dello ‘sceriffo di Nottingham’ - metafora delle istituzioni di Bruxelles - il ministro spiega che si tratta di “iniziativa nazionale” e ripete che la misura non avrebbe alcun effetto distorsivo sui prezzi, colpendo in eguale misura ciascun produttore e distributore.

Che l‘ipotesi della tassazione degli utili delle compagnie petrolifere sia una di quelle di cui l‘Europa sta dibattendo viene confermato anche dal presidente dell‘Eurogruppo Jean-Claude Juncker che si spinge ad aggiungere “personalmente non ho detto no”. La Francia ha proposto, invece, di congelare l‘Iva sui prodotti petroliferi una volta superato un certo gettito.

All‘ipotesi di una tassazione dei “profitti di regime”, precisa Tremonti, il governo ha già peraltro fatto riferimento nel documento presentato alla parti sociali.

“All‘Eurogruppo di ieri ho detto che ci si deve abituare a una ‘new entry’ - quella del deficit sociale - e la discussione di oggi lo conferma” dice il neo inquilino di Via XX Settembre che si sofferma con particolare insistenza sull‘eccezionalità che parole come “burro, pollame e cereali” in una sede come quella del consiglio Ecofin. Il riferimento è al forte aumento di alcuni alimentari.

ITALIA RIBADISCE OBIETTIVO PAREGGIO IN 2011

Tornando quasi controvoglia al tema più classico della finanza pubblica, il ministro ribadisce che l‘obiettivo per l‘azzeramento del disavanzo pubblico resta fermo al 2011 e tiene a precisare che l‘esecutivo si limita a mantenere gli obiettivi sottoscritti dall‘esecutivo precedente.

“Abbiamo detto che faremo le correzioni previste dal governo Prodi: abbiamo ereditato quel vincolo e lo rispetteremo. Abbiamo ereditato entità e scadenza della correzione e sappiamo quali sono - o meglio quali non sono - le aree di intervento: non più tasse salvo imposte a destinazione etica”.

Mantenendo il proposito di una correzione di 30 miliardi in tre anni - 10 l‘anno - il ministro illustra poi l‘iter delle prossime misure sui conti, parlando della nuova formula di programmazione economica pluriennale che metta fine alla tradizionale versione della Finanziaria, “film dell‘orrore che non vogliamo più proiettare”.

Dopo il provvedimento legislativo, “da settembre in poi si aprirà in parlamento una grande discussione su federalismo fiscale e legge di bilancio... ne stiamo discutendo con opposizione e governo ombra”.

Per varare una finanziaria da 10 miliardi senza aumentare l‘imposizione fiscale sui cittadini occorre tagliare le spese, “discuteremo come con le parti sociali”.

Oggi il consiglio Ecofin ha messo il suo timbro sulla chiusura della procedura di deficit eccessivo aperta contro l‘Italia nell‘estate 2005.

Da ultimo, sul capitolo spinoso della privatizzazione Alitalia, il ministro sottolinea come le norme comunitarie non vietino ogni genere di aiuto di Stato.

“Un conto sono aiuti a freddo, un altro provvedimenti non fine a se stessi ma strumentali a operazioni di mercato come una privatizzazione” ha spiegato Tremonti.

“Andrò a studiarmi di nuovo il Trattato europeo” ha aggiunto, lasciando intendere che una forma di intervento pubblico come quella a favore della compagnia di bandiera potrebbe ricevere l‘avallo delle autorità comunitarie.

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