3 giugno 2008 / 09:49 / tra 10 anni

Italia, Ecofin archivia procedura deficit eccessivo

LUSSEMBURGO (Reuters) - Come atteso e ampiamente anticipato da ormai qualche mese, il consiglio Ecofin riunito oggi a Lussemburgo ha messo la parola fine alla procedura avviata contro l‘Italia ormai a luglio 2005 per eccesso di deficit.

<p>Un'immagine del simbolo dell'euro davanti alla sede della banca centrale europea a Francoforte. REUTERS/Kai Pfaffenbach</p>

Roma - dice la decisione Ecofin - ha corretto il disavanzo pubblico al di sotto della soglia di riferimento Ue del 3% rispetto al prodotto interno lordo “in modo credibile e sostenibile”.

Abrogate contemporaneamente a quella italiana anche le procedure di infrazione contro Portogallo, Repubblica ceca e Slovacchia, con tutti e quindici i paesi Uem per la prima volta ligi al parametro di Bruxelles sul deficit.

Come la Commissione, il consesso dei ministri finanziari Ue torna a mettere il dito nella piaga del punto debole dei conti pubblici italiani, parlando di un debito “che rimane il più elevato tra tutti i paesi membri”.

Di nuovo in linea alle raccomandazioni dell‘esecutivo, il consiglio prende atto un rapporto deficit/Pil salito a 4,2% nel 2005 prima di passare a 3,4% nel 2006 e 1,9% l‘anno scorso, con un aggiustamento strutturale nel biennio 2006-2007 pari a 3%, “ben oltre l‘impegno richiesto dal consiglio”.

Nel documento si ricorda però come le ultime proiezioni della Commissione - stime di primavera - indichino il disavanzo in rialzo a 2,3% quest‘anno e 2,4% il prossimo a politiche invariate.

Tornando al debito - conclude la sezione dedicata all‘Italia - “dopo essere sceso per un decennio appena sotto 104% Pil, nel 2004 si è attestato ben oltre il tetto Ue del 60%, per poi aumentare di 2% nel 2005 e di un ulteriore 0,6% nel 2006 prima di calare di nuovo al 104% nel 2007”.

Sempre a politiche invariate, le stime della Commissione vedono una discesa a 102,5% il prossimo anno, per quanto resti in assoluto il più elevato nell‘Unione.

“Secondo il patto Ue di stabilità e crescita - conclude - se il debito supera il tetto del 60% deve essere diminuito in maniera sufficiente e avvicinato al valore di riferimento con un ritmo soddisfacente”.

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