3 luglio 2008 / 08:46 / tra 9 anni

Greggio, futures Usa sale massimo storico a 145 dollari a barile

LONDRA (Reuters) - Alla vigilia del 4 luglio, le festa di indipendenza americana, il greggio ha toccato il suo massimo storico superando quota 145 dollari a barile, dopo un calo superiore alle attese delle scorte di oro nero statunitensi e con un dollaro sempre più debole.

<p>Immagine d'archivio di un campione di greggio. REUTERS/Miraflores Palace/Handout (VENEZUELA)</p>

Alle 12,30 il contratto ad agosto sul greggio Usa è a quota 145,32 dollari, mentre l‘analogo contratto sul Brent di Londra viene scambiato a 146,19 dollari.

ARABIA SAUDITA E STATI UNITI

I fattori alla base del nuovo record del greggio sono diversi, ma tra questi non rientra la sua scarsità, è stato il commento del ministro del Petrolio saudita Ali al-Naimi.

Secondo il ministro del più importante paese esportatore di petrolio del mondo, a influire sulla formazione del prezzo sono: un ampio flusso di capitali finanziari, la debolezza del dollaro, questioni geopolitiche, la paura che le riserve di combustibili fossili si stiano esaurendo e i disastri naturali.

“Ora, quando si combinano tutti questi [fattori] e si prova a cercare di indovinare cosa farà il prezzo, è un lavoro difficile per chiunque”, ha detto. “Siamo preoccupati per il livello a cui il prezzo [del petrolio] è oggi. Non ci sono impedimenti nella fornitura nel mercato di oggi”.

A chi gli chiedeva se il petrolio potrebbe arrivare a quota 150 dollari, quota che secondo Morgan Stanley sarebbe stata raggiunta entro il 4 luglio, Naimi ha risposto: “Se lo sapessi sarei a Las Vegas”.

Riyad ha promesso di alzare la produzione a 9,7 milioni di barili al giorno per rispondere alla crescita della domanda.

Secondo il segretario del Tesoro statunitense Henry Paulson, invece, a influire sul prezzo del greggio non è stata la debolezza del dollaro, ma piuttosto la domanda e l‘offerta.

“Il dollaro ha avuto un impatto molto piccolo. Guardate, il dollaro da febbraio 2000 si è deprezzato del 24% circa, poco meno del 25%. Il petrolio è salito di oltre il 500%. E’ salito in qualsiasi valuta”, ha detto.

Secondo Paulson, “i fattori di gran lunga predominanti sono stati l‘offerta e la domanda, il fatto che la produzione globale e la quantità non sono aumentate in modo apprezzabile negli ultimi dieci anni, mentre la domanda ha continuato a crescere e le scorte sono a un livello basso. Solo prendendo atto di tali questioni potremo agire efficacemente e trovare una soluzione”, ha concluso.

CONTESTO INTERNAZIONALE

A tenere alto il prezzo del greggio hanno contribuito le voci di un possibile attacco da parte di Israele al programma nucleare iraniano.

Il mercato tememe che l‘Iran potrebbe bloccare lo Stretto di Hormuz, per il quale passano secondo le stime del governo americano il 40% del greggio che viaggia via mare.

Settimana prossima si terrà in Giappone il G8 dedicato ai cambiamenti climatici, ma nel quale verranno anche affrontati i temi del caro greggio e alimenti.

Secondo una fonte del governo tedesco, gli otto potrebbero vedere nel dettaglio una cooperazione più stretta con i produttori di petrolio e anche cercare di trovare misure che affrontino gli squilibri tra la fornitura e la domanda di greggio.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below