July 24, 2020 / 9:26 AM / 18 days ago

Zona euro, attività economica torna a crescere a luglio dopo lockdown - Pmi

LONDRA (Reuters) - L’attività economica della zona euro è tornata a crescere a luglio in seguito alla riapertura di molti settori dell’economia, costretti a chiudere per contrastare la diffusione del coronavirus, con i consumatori che hanno ripreso a lavorare e a spendere, secondo l’indagine Pmi condotta da Ihs Markit.

Oltre 15 milioni di persone in tutto il mondo hanno contratto il coronavirus, ma dopo che i contagi hanno rallentato la corsa in gran parte d’Europa, i governi hanno allentato le restrizioni.

L’aumento della domanda ha portato l’indice Pmi flash composito di Ihs Markit, considerato un buon indicatore dello stato di salute dell’economia, a 54,8 nel mese di luglio dalla lettura finale di 48,5 a giugno, ai massimi da metà 2018 e ben oltre la previsione mediana di un sondaggio Reuters, pari a 51,1 punti.

“Le aziende della zona euro hanno registrato dati incoraggianti all’inizio del terzo trimestre, con la produzione in aumento al ritmo più veloce di oltre due anni a luglio, sui continui allentamenti delle misure di lockdown e le riaperture delle economie”, ha detto Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit.

L’indice di riferimento era rimasto al di sotto dei 50 punti che separano la crescita dalla contrazione da marzo, pertanto un ritorno in territorio positivo verrà accolto con favore dai governi che hanno iniettato migliaia di miliardi di euro nelle economie.

Con l’aumento della domanda le aziende hanno rallentato i tagli di posti di lavoro e i responsabili acquisti mostrano l’ottimismo più accentuato da febbraio, poco prima che l’Europa iniziasse a sentire in pieno lo shock della pandemia.

Il settore dei servizi, il più penalizzato dai lockdown imposti dai governi, è risalito oltre la soglia di crescita portandosi a 55,1 rispetto a 48,3 di giugno. Si tratta dei massimi da metà 2018.

Gli economisti Reuters avevano previsto un più modesto 51,0.

Ma parte della ripresa della domanda è da ricondursi al taglio dei prezzi da parte delle aziende per il quinto mese consecutivo, sebbene in misura minore rispetto a giugno. L’indice dei prezzi output è salito a 48,1 da 46,3.

Anche l’attività manifatturiera del blocco è tornata a crescere, con il Pmi relativo in rialzo a 51,1 da 47,4 di giugno, per la prima volta oltre la soglia di breakeven dal gennaio 2019 e oltre le previsioni di 50,0.

La voce che misura la produzione è balzata a 54,0 da 48,9.

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