September 12, 2019 / 10:58 AM / a month ago

Greggio di nuovo in calo su scarsi segnali ulteriori tagli Opec+

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio cancellano i guadagni della mattinata dopo che l’Eia ha definito “arduo” l’obiettivo di ribilanciare il mercato l’anno prossimo, con una domanda Usa in aumento e nessun segnale da parte di Opec e dei suoi alleati su ulteriori tagli alla produzione.

Logo dell'OPEC visto fuori dalla sede a Vienna, Austria. REUTERS/Leonhard Foeger

Intorno alle 12,25 i futures sul Brent perdono 56 centesimi, lo 0,56%, attestandosi a 60,25 dollari il barile e indirizzandosi verso la loro terza seduta negativa, mentre il greggio Usa perde 37 centesimi, lo 0,66%, a 55,38 dollari.

Ieri, i benchmark globali hanno subito un calo vistoso sulla scia di indiscrezioni stampa secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe intenzionato ad allentare la stretta sul greggio iraniano, una mossa da cui potrebbe trarre beneficio la fornitura di greggio mondiale.

L’Opec+, riunita oggi ad Abu Dhabi per discutere l’accordo sul taglio alla produzione petrolifera di 1,2 milioni di barile al giorno, non ha esaminato ulteriori tagli, commenta il ministero del petrolio dell’Oman.

Il nuovo ministro saudita dell’Energia, il principe Abdelaziz bin Salman, ha dichiarato che qualsiasi discussione sulla possibilità di ulteriori tagli slitterà al prossimo incontro.

Contribuisce al sentiment ribassista l’Eia, secondo cui l’aumento della produzione Usa renderà “arduo” un ribilanciamento di mercato nel 2020. L’agenzia, di base a Parigi, ha mantenuto le sue previsioni di crescita del greggio globale per quest’anno e per il 2020 a rispettivamente 1,1 e 1,3 milioni di barile al giorno.

A sostenere i prezzi a inizio seduta erano state le concessioni tariffarie su cui si sono accordate Cina e Usa.

A incidere anche i dati Eia di ieri pomeriggio, che avevano fotografato un calo delle scorte di greggio la scorsa settimana di 6,9 milioni di barili, con un aumento della produzione da parte delle raffinerie e un calo delle importazioni.

Le scorte di greggio hanno subito un calo di 6,9 milioni di barili per la quarta settimana, oltre il doppio del consensus Reuters.

I riflettori sono ora puntati sul direttivo della Banca Centrale europea, atteso in modalità espansiva.

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