September 11, 2019 / 8:11 AM / 2 months ago

Fmi: Italia, per far fronte a debito servono consolidamento e crescita

BRUXELLES (Reuters) - L’Italia può ridurre l’elevato debito pubblico solo combinando un ragionevole risanamento dei conti pubblici con la crescita economica, ha detto il direttore del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale Poul Thomsen.

L'AD ad interim del Fondo monetario internazionale (FMI) David Lipton arriva a Biarritz, in Francia, il 25 agosto 2019. Ludovic Marin/Pool via REUTERS

La nuova coalizione giallo-rossa al governo dovrà presentare entro il 15 ottobre una bozza della legge di Bilancio 2020, che sarà presa in esame della Commissione europea, braccio esecutivo della Ue.

La Commissione segue con attenzione le evoluzioni dei conti pubblici italiani: nelle stime di primavera diffuse in maggio prevedeva per il debito 2019 un valore superiore a 133% del Pil, destinato ad aumentare ulteriormente nel 2020 a politiche invariate. Si tratterebbe — e nel caso di Roma non certo per la prima volta — di una violazione delle norme Ue, secondo cui il debito deve diminuire ogni anno.

“L’Italia ha avuto un lungo periodo di crescita molto debole e bassa produttività, il problema principale è in assoluto quello di aumentare la produttività”, dice Thomsen in un’intervista a Reuters.

“Inoltre c’è la questione dei conti pubblici: l’Italia deve attuare un risanamento di bilancio, non metto in dubbio che questo si possa ottenere intervenendo sul bilancio ma serve anche crescere” aggiunge.

Per stimolare la crescita, secondo fonti Reuters, la nuova coalizione di governo italiana prevede di aumentare il deficit nominale a circa 2,3% del Pil l’anno prossimo dal 2,04% di quest’anno. Questo si tradurrebbe naturalmente in un incremento del debito, visto con preoccupazione da Bruxelles.

Thomsen osserva che, per quanto gli squilibri di finanza pubblica rendano per Roma più problematico intervenire con misure di stimolo, un pacchetto efficace di riforme strutturali e un graduale consolidamento potrebbero funzionare.

“Sono meno preoccupato per le dimensioni e i tempi (di un tale pacchetto di riforme), è una questione di strategia credibile, che mostra un impegno politico a medio termine per affrontare gradualmente il problema dei conti pubblici”, argomenta.

“Questo è ciò di cui abbiamo bisogno per sostenere la fiducia e garantire che i rendimenti [dei titoli di Stato italiani] rimangano a un livello ragionevole a medio termine”, ha aggiunto.

    Il tasso del Btp decennale è sceso sotto 1% all’inizio di questo mese dal 3,5% della fine dell’anno scorso, quando Roma era in aperto disaccordo con la Commissione sui piani di spesa. Secondo l’esponente del Fondo, senza un progetto di medio termine l’Italia non ha molto margine di manovra a disposizione.

“La disponibilità di margini di manovra sul piano del bilancio dipende decisamente da quanto credibile è il piano di medio termine per il riordino dei conti pubblici” spiega.

“Si ha molto più margine con una politica che affronti i problemi strutturali, incluso quelli nel medio termine” conclude.

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