September 9, 2019 / 10:42 AM / 3 months ago

Greggio, prezzi in rialzo, nuovo ministro saudita si impegna a tagli offerta

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio scambiano in rialzo oggi dopo che l’Arabia Saudita, primo esportatore di greggio al mondo, ha nominato il principe Abdulaziz bin Salman come nuovo ministro dell’Energia, una scelta che sembra rafforzare l’accordo stretto tra Opec e altri produttori per tagliare la produzione di greggio.

Logo dell'Opec visto di fronte alla sede a Vienna, Austria. REUTERS/Lisi Niesner

Il principe Abdulaziz, figlio del Re Saudita Salman e membro di lungo corso della delegazione saudita dell’Opec, ieri ha sostituito Khalid al-Falih.

I futures sul Brent, indice di riferimento per i prezzi del greggio, scambiano in rialzo di 45 centesimi a 61,99 dollari il barile intorno alle 11,25, mentre i futures sul greggio Usa scambiano in rialzo di 40 centesimi a 56,92 dollari il barile.

Abdulaziz ha aiutato a negoziare l’attuale accordo sui tagli di produzione dell’Opec+ ed è stato fondamentale nel rafforzare la cooperazione tra i membri dell’organizzazione, secondo fonti dell’Opec.

Abdulaziz ha dichiarato che i pilastri della politica saudita non cambieranno e che l’accordo Opec+ sarà mantenuto.

“Le opzioni per un cambio di politica sono relativamente limitate”, ha detto Olivier Jakob, analista presso Petromatrix. “La reazione dei prezzi è contenuta perché non ci si aspetta un grande cambiamento”.

La produzione di greggio Opec è aumentata ad agosto per la prima volta in un anno, con l’offerta da Iraq, Nigeria e Russia a bilanciare i tagli in Arabia Saudita e le perdite causate dalle sanzioni statunitensi in Iran, secondo quanto riportato in un sondaggio Reuters.

I prezzi sono aumentati oggi per la quarta sessione di fila, sostenuti anche dalle dichiarazioni del ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail al-Mazrouei Mazrouei, il quale ha ribadito che l’Opec e gli altri produttori sono “determinati” a ottenere equilibrio nel mercato petrolifero.

“La paura di una domanda (petrolifera) in rallentamento si realizzerà solo in caso di un inasprimento delle tensioni e personalmente spero non sia questo il caso”, ha detto Mazrouei a Reuters.

I prezzi oggi sono stati sostenuti anche dall’aumento delle importazioni di petrolio in Cina ad agosto. Il maggiore importatore di petrolio al mondo ha registrato un aumento del 3% nelle spedizioni rispetto a quelle di luglio e del 10% nei primi otto mesi del 2019 rispetto a un anno fa.

Il comitato ministeriale congiunto dell’ Opec+ si riunirà domani ad Abu Dhabi.

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