September 6, 2019 / 10:25 AM / 2 months ago

Greggio, prezzi stabili, settimana positiva su speranze fine guerra dazi

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio sono stabili, con gli indici di riferimento del greggio pronti ad archiviare guadagni plurisettimanali in seguito alla decisa flessione delle scorte di greggio statunitensi, mentre le tensioni commerciali si rasserenano con l’accordo tra Washington e Pechino per affrontare nuove trattative di alto livello il prossimo mese.

Una piattaforma petrolifera offshore nel campo petrolifero di Bouri al largo della costa della Libia. REUTERS/Darrin Zammit Lupi

I futures sul Brent scambiano in rialzo di 7 centesimi a 61,02 dollari il barile intorno alle 11,30, mentre i futures sul greggio Usa salgono di 5 centesimi a 56,35 dollari il barile.

Il Brent si prepara a chiudere la quarta settimana di guadagni di fila, mentre il greggio Usa è indirizzato verso la seconda settimana consecutiva positiva.

Cina e Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa per tenere colloqui di alto livello sul commercio all’inizio di ottobre a Washington, alimentando le speranze degli investitori per la fine della guerra dei dazi.

“Se ci sarà un’escalation delle tensioni commerciali, la crescita della domanda di petrolio potrebbe rallentare ancora di più, portando a prezzi più bassi”, ha scritto Giovanni Staunovo, analista petrolifero di UBS, in una nota che analizza le tendenze per il mercato petrolifero nel 2020.

“D’altro canto, inattesi blocchi delle forniture in Medio Oriente o un improvviso taglio della produzione da parte dell’Opec e dei suoi alleati potrebbero far aumentare i prezzi del greggio”.

Secondo l’Eia, le scorte di greggio statunitense sono diminuite la scorsa settimana, la terza settimana consecutiva in riduzione nonostante un aumento nelle importazioni. Le scorte di greggio sono calate di 4,8 milioni di barili, quasi il doppio rispetto alle previsioni degli analisti, a 423 milioni di barili, ai minimi da ottobre 2018.

Ieri i prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 2% dopo la diffusione dei dati Eia, anche se i guadagni si sono progressivamente ridotti, con gli investitori ancora incerti sull’esito delle trattative tra Cina e Stati Uniti.

In un altro possibile segnale di rallentamento economico mondiale, la produzione industriale tedesca ha visto nel mese di luglio un’inattesa flessione, mettendo la maggiore potenza economica europea a rischio recessione nel terzo trimestre.

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