July 30, 2019 / 1:09 PM / 3 months ago

Banche, Abi/Cerved: in 2019 si ferma calo dei tassi di ingresso in sofferenza

ROMA (Reuters) - Il calo dei tassi di ingresso in sofferenza dei prestiti concessi dalle banche, indicatore di un progressivo miglioramento della qualità del credito, si interromperà nel 2019 a causa del rallentamento dell’economia.

Lo dice il nuovo rapporto Abi-Cerved che stima i tassi di decadimento per area di attività, area geografica e classe dimensionale delle imprese per il periodo 2019-2021.

Il tasso di decadimento, cioè il flusso annuale di sofferenze al netto delle rettifiche rapportato al totale dei prestiti, è cosa diversa dal tasso di deterioramento per le società non finanziarie, che invece descrive la quota di crediti in bonis passati allo status di deteriorati (quindi che oltre alle sofferenze includono anche inadempienze probabili e crediti scaduti).

Nel 2018 i tassi di ingresso in sofferenza sono calati dando seguito al trend positivo fatto registrare nel 2017 anche se con ritmi inferiori, dice il rapporto. I tassi si sono ridotti dal 2,8% del 2017 al 2,5% del 2018 e hanno raggiunto i valori del 2009, con riduzioni che hanno coinvolto tutte le classi dimensionali, tutti i settori economici e tutte le aree territoriali considerate.

Questo miglioramento – prevede ora Abi/Cerved nel nuovo rapporto che peggiora le stime indicate lo scorso novembre - si interromperà nei prossimi due anni per effetto del peggiorato quadro macroeconomico, per poi consolidarsi nel 2021.

Lo scenario di previsione macroeconomica nel rapporto vede il Pil italiano crescere dello 0,2% nel 2019, 0,7% nel 2020 e 0,9% nel 2021.

Su questa base si prevede nel 2019 la fine del calo dei tassi di ingresso in sofferenza, che si manterranno fermi al 2,5% nel 2019, in peggioramento nel 2020 (2,6%) e in lieve miglioramento nel 2021 (2,4%), senza ridurre il gap dai livelli pre-crisi (1,7% nel 2008). Queste previsioni rivedono in peggioramento quelle formulate lo scorso novembre per il 2019 e il 2020 (2,3% nel 2019 e 2,1% nel 2020).

Il rapporto prevede che al 2021 saranno le imprese industriali ad avvicinarsi maggiormente ai livelli pre-crisi con un tasso di decadimento al 2% contro l’1,8% del 2008.

“Le piccole e medie imprese operanti nel comparto industriale saranno le uniche due categorie con tassi di ingresso in sofferenza inferiori ai livelli pre-crisi (rispettivamente 1,3% contro 1,5% nel 2008 e 1,0% contro 1,2% nel 2008)”, dice il rapporto osservando che la distanza con il 2008 continuerà ad essere molto significativa nel caso delle microimprese (2,6% contro 1,8% nel 2008) e delle costruzioni (3,2% contro 1,8%).

(Stefano Bernabei)

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