July 18, 2019 / 10:35 AM / 5 months ago

Bce, taglio tasso depositi in settembre, QE 2.0 rimane opzione

BANGALORE (Reuters) - La Banca centrale europea taglierà il tasso sui depositi in settembre, come indicato dalle più recenti dichiarazioni arrivate da Francoforte. Lo dice l’ultimo sondaggio Reuters, da cui emerge che gli economisti non prevedono nel breve termine una svolta nelle sorti dell’economia europea.

Il simbolo dell'Euro fotografato dall'esterno dell'ex palazzo della Bce a Francoforte. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Le principali banche centrali su entrambe le sponde dell’Atlantico sono sotto pressione per varare misure espansive di politica monetaria, nel tentativo di mantenere le aspettative inflazionistiche lontane dal collasso, a fronte di una crescita globale sempre più lenta, un maggiore protezionismo commerciale e dati economici deboli.

Alla domanda su cosa potrebbe fare la Bce al meeting di giovedì prossimo, due terzi degli economisti hanno detto che dovrebbe aggiustare la codiddetta ‘forward guidance’ in senso espansivo.

In un contesto che vede l’inflazione della zona euro ben al di sotto del target Bce e non destinata a salire presto, ci si aspetta che Francoforte tagli in settembre il tasso sui depositi di 10 punti base al nuovo minimo storico di -0,50%.

“Non pensiamo che ciò sarà sufficiente per riportare l’inflazione ai livelli target. E’ evidente che una riduzione di 10 punti base nei tassi di interesse non cambia molto le carte in tavola” ha detto Andrew Kenningham, chief Europe economist di Capital Economics.

“Il consiglio vorrà comunque dimostrare di poter fare di più. Questo... potrebbe forse avere un impatto marginale sulle condizioni monetarie. Tuttavia, non credo sarà sufficiente”.

Il sondaggio Reuters, infatti, effettuato tra il 4 e il 17 luglio su oltre 100 economisti, mostra che l’outlook per la crescita e l’inflazione della zona euro, e per le principali economie della regione, rimane nel migliore dei casi invariato o peggiore rispetto ai sondaggi precedenti.

Pari a un tasso annuo di 1,3%, l’inflazione della zona euro è inferiore a quella registrata quando la Bce a dicembre ha interrotto il piano di acquisto di asset per 2,6 trilioni di euro.

Mentre la maggior parte degli economisti non si aspetta che quest’anno la banca centrale faccia ripartire gli acquisti — il cosiddetto ‘quantitative easing’ — il 40% circa degli intervistati pensa che lo farà, percentuale ben più alta del 15% previsto nel sondaggio del mese scorso.

“Un taglio dei tassi non è abbastanza. Anche se pensiamo che la Bce taglierà, riteniamo che questa sia solo una mossa che precederà la ripresa del QE” ha detto Daniele Antonucci, chief euro-area economist di Morgan Stanley.

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