July 11, 2019 / 11:34 AM / in 10 days

Mediaset giù a 2,77 euro, pesano incertezze su progetto holding olandese

MILANO (Reuters) - Mediaset si muove in deciso calo a Piazza Affari a quota 2,77 euro, che rappresenta la soglia per esercitare il diritto di recesso da parte dei soci che non intendano partecipare al progetto di creare una holding olandese cui saranno conferite le attività tv in Italia e Spagna del Biscione nell’assemblea del prossimo 4 settembre.

Un'insegna con il logo di Mediaset Espania all'ingresso della sede in Spagna. REUTERS/Andrea Comas

Se Vivendi esercitasse il recesso sul 9,9% detenuto direttamente (mentre il restante 19,19% è in Simon Fiduciaria) l’intera operazione salterebbe, alla luce del fatto che la società ha stanziato 180 milioni a copertura del diritto di recesso per gli azionisti delle due società Mediaset in Italia e Spagna, pari a un massimo del 5,5% del capitale.

Intorno alle 12,50 il titolo cede lo 0,89% a 2,77 euro con oltre 880.000 pezzi passati di mano, ben sotto la medi a 30 giorni di 2,4 milioni. Le azioni sono tornate ai livelli di fine maggio.

Secondo un analista, “in questo momento ci sono troppe variabili sull’operazione e il titolo si sta allineando al prezzo di recesso”.

Anche la controllata spagnola Mediaset Espania è sotto il prezzo di recesso fissato a 6,54 euro e al momento quota 6,038 euro alla Borsa di Madrid (-1,69%).

Ieri un portavoce di Vivendi ha criticato il progetto MFE (Mediaset for Europe), sottolineando che “il prezzo di recesso di 2,77 euro per azione di Mediaset è di circa il 30% più basso rispetto al prezzo medio che Fininvest ha pagato ad aprile e maggio 2017 per l’acquisto delle azioni (3,67 euro) e anche minore del prezzo medio pagato da Vivendi nel 2016 (3,7 euro)”.

Secondo i francesi, inoltre, “il prezzo fissato è ben al di sotto del valore intrinseco della società. L’importo totale massimo di 180 milioni di euro che riceverebbero gli azionisti che esercitano il diritto di recesso non sarebbe sufficiente per l’acquisto delle azioni di tutti gli azionisti di minoranza”.

Il prezzo di recesso è fissato tenendo presente la media delle quotazioni degli ultimi sei mesi.

In un report, un primario broker italiano è scettico sul fatto che i francesi decideranno di votare contro al progetto ideato dall’azionista di controllo del Biscione, Fininvest: “La strategia di Vivendi non sembra praticabile, se non ipotizzando che ci siano compratori per le azioni recedute eccedenti la soglia massima. Per Vivendi fare saltare l’operazione MFE, che crea valore grazie alle sinergie sui costi per 100 milioni, con la prospettiva della distribuzione di 100 milioni di dividendi e 280 milioni in buyback, avrebbe senso solo alla luce di un’alternativa che al momento non sembra avere, anche perché Fininvest ha saldamento il controllo del gruppo con il 44,1% del capitale”.

(Giancarlo Navach)

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