June 25, 2019 / 11:29 AM / 24 days ago

GREGGIO Prezzi instabili tra timori domanda, tensioni Usa-Iran

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio sono in lieve calo, in un contesto in cui pesano i timori sul calo della domanda e l’impegno dell’Arabia Saudita di compensare per ogni carenza in paesi colpiti dalle sanzioni, mentre il mercato ignora i rischi alle forniture legati alle nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti all’Iran.

Logo di Eni-Saipem su un barile di greggio a Roma, Italia. REUTERS/Alessandro Bianchi

Poco dopo le 13 i futures sul Brent scambiano in ribasso di 4 centesimi a 64,44 dollari il barile.

I futures sul greggio americano calano di 3 centesimi a 57,56 dollari al barile.

Le speranze di progresso nella guerra dei dazi tra la Cina e gli Stati Uniti durante il G20 di questa settimana sono state smorzate da un commento di un alto funzionario Usa, secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe “a prorio agio con qualsiasi esito” dei colloqui.

Amin Nasser, amministratore delegato di Saudi Aramco, il colosso petrolifero statale dell’Arabia Saudita, leader de facto dell’OPEC, ha detto che la compagnia è preoccupata dei recenti eventi nel Golfo ma che può soddisfare le esigenze dei clienti grazie alla disponibilità di capacità inutilizzata.

I dati sull’attività manifatturiera pubblicati ieri dalla Federal Reserve Bank di Dallas si sono aggiunti ai timori di una riduzione della domanda di greggio dovuta alle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.

“Il premio di rischio geopolitico (in Medio Oriente) è in parte compensato da un’altra situazione di stallo, ovvero quella tra Stati Uniti e Cina” commenta in una nota l’analista di Pvm Tamas Varga.

“Il consenso generale è che non si verificherà alcuna svolta verso la fine della settimana, quando i due leader riprenderanno le trattative commerciali. Il probabile mancato raggiungimento di un accordo ritenuto accettabile da entrambe le parti aumenterà i timori per la domanda che scoraggeranno i rialzisti del petrolio”, aggiunge.

Trump ha imposto sanzioni al leader supremo iraniano l’Ayatollah Ali Khamenei ed ad altri alti funzionari iraniani. L’Iran ha detto che la decisione chiude la via della diplomazia.

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