June 13, 2019 / 4:59 PM / 3 months ago

Processo Mps, avvocato: "Mussari una vittima, va assolto"

MILANO (Reuters) - Nella seconda udienza dedicata alle arringhe difensive al processo Mps in corso al Tribunale di Milano, l’avvocato Fabio Pisillo ha dichiarato oggi di avere “il privilegio di assistere non un imputato, ma una vittima”, e ha chiesto l’assoluzione dell’ex presidente della banca Giuseppe Mussari “da tutti i reati contestati con ampia formula”.

Giuseppe Mussari nella sede della Associazione Bancaria Italiana a Roma. REUTERS/Tony Gentile (ITALY - Tags: BUSINESS)

“La tesi del nascondimento e inganno riguardo la ristrutturazione di Alexandria non ha nessun fondamento”, ha detto l’avvocato Pisillo — che con il collega Francesco Marenghi ha condotto per quasi sei ore l’arringa difensiva — riferendosi alla presunta attività di occultamento di Mussari delle reali condizioni di questo accordo stipulato con Nomura.

“La Corte di Cassazione ha assolto Mussari dall’accusa di ostacolo all’attività di vigilanza perché ha ritenuto falsa la tesi dell’occultamento del mandate agreement” che è alla base delle accuse dei pm milanesi. “La Cassazione ha inflitto un colpo mortale alla tesi di opacità interna ed esterna, tutta basata sull’occultamento del mandate agreement celato alla Banca d’Italia e alla Consob”.

Riguardo la conoscenza dei termini specifici della ristrutturazione di Alexandria, l’avvocato Pisillo ha sottolineato che “(l’allora capo dell’amministrazione di Mps Daniele) Bigi e (l’allora vicedirettore generale e attuale AD Marco) Morelli conoscevano tutto della ristrutturazione”.

“Ma nessuno dei due ha sollevato dubbi circa la contabilizzazione del bilancio, forse sbagliando, e lo hanno scritto così come hanno ritenuto”.

Al centro del processo, i cui atti sono stati trasmessi dalla procura di Siena a quella di Milano per competenza nel 2015, ci sono presunte irregolarità in operazioni finanziarie che, dal dicembre 2008 al settembre 2012, sarebbero servite a occultare le perdite causate dall’acquisto di Antonveneta, costata circa 10 miliardi di euro nel 2008.

Sul banco degli imputati, 13 persone più Deutsche Bank e Nomura.

I capi di imputazione vanno dalle false comunicazioni sociali all’aggiotaggio all’ostacolo all’Autorità di vigilanza, cioè a Consob e Bankitalia.

Sul banco degli imputati, come detto, ci sono 13 persone — oltre agli ex vertici Mps anche sei ex dirigenti Deutsche Bank e due ex manager di Nomura — e tre società: Nomura e la sede di Londra e la sede centrale di Deutsche. La banca senese uscì dal processo con un patteggiamento nel 2016.

Oggetto del processo, in particolare, sono state le operazioni sui derivati Santorini e Alexandria, sul prestito ibrido Fresh e sulla cartolarizzazione Chianti Classico. Tutte transazioni che, secondo l’accusa, sarebbero state utilizzate per nascondere perdite per oltre 2 miliardi di euro.

Il 16 maggio scorso la procura ha concluso la sua requisitoria presentando le sue richieste di condanna, cui hanno fatto seguito quelle avanzate dalle parti civili.

Tutti gli imputati hanno sempre respinto gli addebiti, sostenendo che non ci fu nessun ostacolo alle autorità di vigilanza, perché nulla fu occultato delle operazioni, e nessun trucco contabile, perché i principi contabili su come registrare le operazioni sarebbero stati conformi a quanto prescritto da Bankitalia e Consob.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below