June 12, 2019 / 1:47 PM / 4 months ago

M.Tecnimont punta a esportare soprattutto in Europa modello riciclo plastica

Bottiglie di plastica su un nastro trasportatore in un impianto di riciclaggio. REUTERS/Arnd Wiegmann

BEDIZZOLE (Brescia) (Reuters) - Maire Tecnimont punta a esportare la tecnologia e il know-how dell’impianto di riciclo di materiale plastico di Bedizzole, in provincia di Brescia, in tutti i Paesi in cui è presente la società di ingegneristica attiva nella trasformazione delle risorse naturali, partendo proprio dall’Europa.

“L’obiettivo è dimostrare che si può fare margine e business nella chimica verde con un impianto di scala industriale che ci consenta anche di replicare questo stesso impianto in giro per il mondo”, ha spiegato l’AD, Pierroberto Folgiero, parlando a margine dell’inaugurazione.

L’impianto, realizzato attraverso la controllata NextChem, avrà un’efficienza del 95% nel riciclo dei polimeri con una capacità annua di oltre 40.000 tonnellate di materiale riciclato. Con la sua entrata in funzione, in pratica, verrà ridotto il consumo di plastica di un milione di persone ogni anno.

Il numero uno di Maire Tecnimont ha poi aggiunto: “I nostri clienti sono i più grandi produttori di plastica al mondo. Stiamo riscontrando molto interesse e riteniamo che sia anche un buon traino per il nostro business tradizionale”.

Il manager non ha voluto fornire indicazioni su quanto l’azienda investirà nel business del riciclo della plastica e, quindi, nell’economia circolare. “Non siamo investitori, ma ingegneri. Siamo dei developer che vogliono collaborare con chi vuole investire. La collaborazione avviene fornendo know how e proprietà intellettuale. Non siamo per l’intensità di capitale”.

Maire Tecnimont è presente in 50 Paesi con 9.300 dipendenti ed è attiva nel downstrem petrolifero come società di ingegneristica. Dallo scorso novembre ha avviato la svolta verso l’economia circolare attraverso la controllata NextChem nel capo della chimica verde. Questo modello di economia circolare è pertanto potenzialente esportabile in tutti questi Paesi.

“Siamo presenti da Houston a Kuala Lumpur, passando per la Russia, il Medio Oriente, l’Europa e l’Africa. Siamo ovunque e sono tutti interessati. Non c’è Paese al mondo che oggi non senta il problema della plastica”, ha spiegato l’AD che ha comunque sottolineato come la parte più sensibile al mondo al tema della plastica sia proprio l’Europa, “anche per via della normativa europea che sta spingendo verso la sostenibilità”, ha concluso Folgiero.

(Giancarlo Navach)

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