June 10, 2019 / 10:43 AM / 5 months ago

Prezzi poco mossi tra offerta limitata e guerra sui dazi Cina-Usa

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio rimangono stabili, con le tensioni commerciali tra Usa e Cina che continuano a minacciare la domanda, ma l’offerta limitata e la rapida conclusione della disputa commerciale tra Messico e gli Stati Uniti offrono invece supporto ai prezzi.

I futures sul Brent scambiano a 63,24 dollari alle 12, in ribasso di 4 centesimi o dello 0,06% rispetto alla chiusura di venerdì.

I futures sul greggio Usa scambiano a 54,08 dollari il barile, in rialzo di 9 centesimi, o del 0,17%.

L’accordo stretto alla fine della scorsa settimana tra Stati Uniti e Messico per combattere l’immigrazione clandestina dall’America Centrale ha eliminato la minaccia di dazi Usa sui beni di importazione messicani, dando una spinta ai mercati nella sessione di oggi.

Harry Tchilinguirian, global oil strategist per BNP Paribas, ha detto in occasione del Reuters Global Oil Forum che Stati Uniti e Cina hanno rappresentato circa tre quarti della crescita della domanda annuale mondiale di petrolio nel 2018. “Se le relazioni tra Cina e Stati Uniti non migliorano, il prezzo spot del petrolio, dal nostro punto di vista, rimarrà in flessione”, ha aggiunto.

Barclays Bank scrive in una nota che nel corso della scorsa settimana i suoi economisti hanno abbassato le stime di crescita del Pil per Stati Uniti, Cina, India e Brasile — paesi che rappresentano oltre tre quarti delle loro previsioni di crescita della domanda petrolifera per quest’anno.

“Le revisioni comportano una riduzione di 300.000 barili al giorno rispetto alla nostre attuali previsioni di una domanda mondiale di petrolio di 1,3 milioni di barili al giorno anno su anno per l’anno in corso”, ha detto la banca britannica.

Secondo dati doganali rilasciati oggi, le importazioni di greggio cinesi sono scese a 40,23 milioni di tonnellate a maggio, in ribasso rispetto ai massimi storici raggiunti ad aprile di 43,73 milioni di tonnellate, a causa di un calo nelle importazioni iraniane dovuto alle sanzioni statunitensi ed alla manutenzione delle raffinerie.

I prezzi del greggio sono sostenuti dai commenti di venerdì da parte dell’Arabia Saudita, il maggior produttore di greggio dell’Opec, che ha detto che l’organizzazione è vicina a un accordo per un’estensione dei tagli all’offerta.

Il ministro dell’Energia saudita Khalid al-Falih ha detto oggi che la Russia è l’unico esportatore di petrolio ancora indeciso sulla necessità di estendere l’accordo sulla produzione, poiché Mosca sta valutando se ulteriori tagli potrebbero permettere agli Stati Uniti di prendersi la quota di mercato russa.

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