May 24, 2019 / 9:14 AM / 6 months ago

Destinazione Milano: private equity esteri rafforzano presenza in Italia

(Reuters) - Numerose società di investimento tra cui i fondi di buyout EQT e Three Hills Capital Partners stanno aprendo uffici a Milano per intensificare i rapporti con la “corporate Italy”, dove aziende a gestione familiare a corto di capitali sono sempre più a caccia di investimenti stranieri per finanziare la propria crescita.

Le incertezze relative a Brexit, ma anche le agevolazioni fiscali per gli stranieri che vengono in Italia, spingono i dealmaker italiani a fare le valigie e a tornare a casa, alimentando la ricerca di immobili nella capitale finanziaria della terza economia della zona euro.

EQT Partners, la più grande società di private equity dei paesi scandinavi, a giugno aprirà un ufficio nel cuore di Milano, vicino al Duomo, secondo fonti vicine alla situazione.

Anche la società di private equity con sede a Londra THCP, che gestisce oltre un miliardo di euro, sta finalizzando il progetto di aprire dopo l’estate una sede a Milano, che sarà diretta dal suo partner Michele Prencipe, hanno riferito le fonti.

Secondo un’altra fonte, l’asset manager alternativo Hayfin Capital Management ha deciso di affittare un ufficio a Brera a partire da giugno, espandendo così la propria presenza in Europa, dove è già presente in altre città, tra cui Londra, Francoforte e Parigi.

EQT non ha volute commentare mentre un portavoce di THCP e di Hayfin hanno confermato i piani.

Milano ha iniziato a emergere come destinazione privilegiata per le maggiori società di private equity verso la fine degli anni Novanta ma, dopo il boom del 2005-2007, i team locali sono stati drasticamente ridimensionati per via dei tagli ai costi durante la crisi finanziaria e a scarse opportunità di deal multimiliardari.

“L’Italia è uno dei mercati principali per via dell’alto numero di aziende a gestione familiare” ha detto il partner di Astorg Lorenzo Zamboni che ha aperto l’ufficio italiano del fondo a settembre.

La società parigina Astorg, che si concentra su imprese medie e che gestisce più di 8 miliardi, ha fatto il suo primo affare italiano nel 2014 quando comprò il produttore di cinghie di trasmissione potenza Megadyne.

THCP, che punta a quote di minoranza di imprese medie, ha finora investito circa 300 milioni di euro in Italia e vuole usare la propria sede milanese per aumentare gli investimenti nel Paese. Il fondatore e managing partner Mauro Moretti considera le numerose aziende italiane che generano la maggior parte dei propri ricavi all’estero un target attraente per investitori stranieri.

“La loro strategia basata sull’export è una caratteristica unica ed attraente” ha aggiunto.

LA SILICON VALLEY DELLE SOFFERENZE

Nonostante sia attiva in Italia dal 2015, quando annunciò l’acquisizione della società di dispositivi medici Lima, EQT ha gestito fino ad oggi i propri investimenti nel paese dagli uffici di Zurigo e di Monaco di Baviera.

Ma adesso la società svedese di private equity, che è supportata dalla famiglia Wallenberg attraverso la società Investor AB, sta valutando di trasferire tre dei suoi manager a Milano quest’anno, tra cui il managing director Federico Quitadamo che sovrintenderà al lancio in Italia, dicono le fonti.

Anche gli investitori che si focalizzano sul mercato dei crediti deteriorati stanno guardando il mercato italiano, dove le banche del paese possiedono circa 189 miliardi di sofferenze.

“Sta aumentando l’interesse per affari (con aziende, ndt) in difficoltà nel paese e non c’è da sorprendersi che a Milano arrivino investitori”, ha detto un banchiere basato a Milano. “L’Italia è la Silicon Valley delle sofferenze”.

Fondata nel 2009, Hayfin — uno dei principali gestori alternativi in Europa — sta ampliando attivamente la propria presenza in Italia, guardando con interesse a un ampio spettro di deal.

“Vediamo attraenti opportunità di investimento in operazioni sia sul mercato primario che su quello secondario, e un ruolo sempre più importante per coloro che investono nel credito privato con capitale paziente e flessibile” ha detto il direttore generale Stefano Questa.

“Il nostro focus sull’Italia non è guidato da considerazioni di breve termine ma, al contrario, si inserisce nell’approccio di Hayfin volto a costruire una presenza sostenibile e di lungo termine nei principali mercati europei”.

Le banche italiane hanno accelerato la vendita di sofferenze negli ultimi due anni, cedendo debito per un gross value di circa 140 miliardi dal 2017. L’attenzione si sta ora spostando sulle cosiddette “inadempienze probabili”, che a dicembre avevano un gross value di 83 miliardi di euro.

La maggior parte di quanti investono in crediti deteriorati tendono ad operare in Italia attraverso partner oppure acquisendo il controllo di servicer dei crediti locali.

L’hedge fund statunitense Elliott, ad esempio, si affida alla controllata Credito Fondiario per gestire il recupero dei crediti deteriorati acquistati.

Ma la competizione è feroce e gli investitori voglio essere vicini ai clienti locali per vincere le gare.

VANTAGGI FISCALI

Ci sono infine generose agevolazioni fiscali che stanno spingendo gli investitori italiani a tornare in patria.

Una flat tax annua di 100.000 euro su tutti i redditi da investimenti stranieri è infatti attraente per partner di hedge fund e di fondi di private equity i cui stipendi includono una parte degli utili del fondo.

Davide Serra, che ha fondato l’hedge fund Algebris con sede a Londra nel 2006, è tra coloro che hanno approfittato della flat tax e che sono tornati a Milano alla fine dell’anno scorso, ha detto una fonte vicina alla situazione.

Serra non ha risposto ad una richiesta di commento.

Il governo ha aumentato l’esenzione fiscale del 50% per i lavoratori italiani che tornano dall’estero al 70% nell’ambito del decreto Crescita.

Il decreto, che il Parlamento deve approvare entro il 29 di giugno, concede una più generosa esenzione fiscale del 90% per cinque anni a coloro che si trasferiscono in alcune regioni del Sud Italia. Tutte le agevolazioni verranno estese per un totale di 10 anni per chi compra immobili in Italia oppure ha figli.

“Se viene approvato, sarà il decreto fiscale più attraente in Europa per chi vive all’estero” ha detto Marco Cerrato, partner dello studio legale Maisto e Associati.

“La maggior parte di quanti traslocano da città come Londra sono professionisti altamente qualificati che tendono a portare lavoro in Italia, aprire uffici e assumere sul posto”.

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